Pianoforte classico e live computer,
tradizione e algoritmi per note ”create” dal respiro del
musicista. Santa Cecilia offre un assaggio di futuro prossimo
con il recital del pianista francese Simon Graichy, 38 anni,
considerato un fuoriclasse del virtuosismo. Il suo recital
Augmented piano, il 7 novembre alle 20.30 all’Auditorium Parco
della Musica, a Roma, in collaborazione con Romaeuropa Festival,
crea un ponte tra il repertorio classico come il Preludio e Fuga
BWV 543 di Bach e la Sonata in si minore di Liszt e quello
contemporaneo, rappresentato dalla Sonata per piano e live
computer di Jacopo Baboni Schilingi, commissionata
dall’Accademia di Santa Cecilia e in prima esecuzione assoluta,
mostrando come aumentare le possibilità espressive del
pianoforte con l’elettronica. Ghraichy e Baboni Schilingi da
diversi anni formano un duo che studia e alimenta il rapporto
uomo/macchina e le possibili relazioni tra l’intelligenza umana,
razionale ed emotiva, gli algoritmi informatici
dell’intelligenza artificiale.
Alla fine di ogni brano in programma, il pianista toccherà un
piccolo sensore di respirazione myAir – che recupera in tempo
reale tutti i dati fisiologici della respirazione – appoggiato
al pianoforte che farà partire la registrazione di un interludio
composto e registrato nel quale il finale della composizione
appena terminata si trasforma, in qualche secondo, nell’inizio
della composizione successiva. Il pianista “occuperà” così il
silenzio che in genere segue ogni composizione con questi
interludi preparandosi ad attaccare il brano successivo. Anche
nella Sonata di Baboni Schilingi questi sensori creano un
dialogo interattivo tra pianoforte e computer, visibile grazie a
un video proiettato su un grande schermo e che si genera in
tempo reale seguendo la respirazione del pianista. “Grazie a
questa tecnologia del respiro – ha spiegato il compositore – la
Sonata crea un’ambivalenza creativa. È, nella sua fase
generativa con i suoni prodotti dal computer, un lavoro
‘pensato’ e, nella sua fase interattiva, un lavoro vissuto
attraverso la respirazione del pianista”.
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