Musumeci aggiunge che “vivere e lavorare in un’area vulcanica attiva, come quella dei Campi Flegrei, o in un territorio esposto al rischio di alluvioni e frane, è una situazione che va sempre presa in considerazione, sempre, tenendo ferme alcune condizioni: evitare le aree a rischio immanenti o pericolose; conoscere il rischio con cui si sceglie di convivere per programmare e sviluppare la vita di famiglie e imprese in modo consapevole; realizzare gli interventi strutturali appropriati sapendo che possono ridurre ma non eliminare il rischio di danni anche gravi”.
“La situazione in atto nell’area dei Campi Flegrei – afferma – richiama l’attenzione di tutti i livelli istituzionali verso i temi dei rischi naturali. I rischi naturali vanno conosciuti, indagati e la Repubblica è chiamata ad adottare politiche coerenti per la loro mitigazione, senza reticenze e omissioni: la popolazione deve essere costantemente informata dell’esposizione a eventuali rischi naturali del territorio su cui vive”.
“Lo scenario eruttivo e l’identificazione della zona rossa e della zona gialla” riguardo l’area dei Campi Flegrei “sono state ridefinite nel giugno del 2016, con un decreto della presidenza del Consiglio, di concerto con Regione Campania e Comuni interessati: la zona rossa è quella da evacuare immediatamente in caso di eruzione e comprende circa mezzo milione di persone; la zona gialla è quella in cui si trovano persone esposte a significativa ricaduta di cenere: questa zona comprende circa 800mila persone”.
Per il ministro della Protezione civile non va modificato il decreto legge 140 sulle Misure urgenti di prevenzione del rischio sismico connesso al fenomeno bradisismico nell’area dei Campi Flegrei. “Non c’è nulla da aggiungere al dl adottato dopo aver ricevuto una delegazione di sindaci; si occupa delle misure preventive legate al rischio bradisismico, nulla c’è da aggiungere a quel decreto in riferimento all’ultimo verbale della commissione grandi rischi”.
Secondo alcuni studi, un’eruzione di Campi Flegrei potrebbe produrre una colonna di cenere alta fino a 50 km. Inoltre, l’eruzione potrebbe generare flussi piroclastici, ossia masse di gas e roccia incandescenti che si muovono a velocità elevate, distruggendo tutto ciò che incontrano. Si stima che circa 1,5 milioni di persone vivano nell’area a rischio di Campi Flegrei, e che una grande eruzione potrebbe causare migliaia di morti e sfollati.
I Campi Flegrei sono una vasta area vulcanica situata a nord-ovest di Napoli, che comprende diversi comuni della città metropolitana. Tra questi, i più noti sono Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto e Giugliano in Campania.
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