Sulla collocazione nella fascia pomeridiana di Rai3, Corsini ha messo in evidenza che si tratta di “un pezzo di palinsesto dedicato all’approfondimento di qualità credibile e attendibile”. Dopo la fortunata prima serata del 6 settembre, con al centro il tema della longevità e le successive riedizioni, che hanno raggiunto ottimi risultati di pubblico e gradimento, il faro della nuova serie continuerà ad essere l’approfondimento dei grandi temi nazionali e internazionali. Lo studio sarà un open space in cui la squadra di Petrolio lavorerà alla scrittura della puntata insieme con gli ospiti, la cui competenza ed esperienza saranno i mattoni su cui costruire il racconto e l’analisi delle singole puntate tematiche. Gocce di Petrolio, nella sua nuova veste, si configurerà quindi come un vero e proprio laboratorio, in cui l’impianto narrativo sarà dato dalla somma di nuovi linguaggi e dal confronto sui fatti, tra sguardi di generazioni diverse.
“Quando abbiamo lasciato Petrolio – ha ricordato Giammaria – eravamo in testa al Qualitel, la classifica di qualità. Questo vuol dire che il pubblico sa riconoscere la qualità dei programmi. E anche gli ascolti erano interessanti. È l’altra sfida che ci poniamo, trasformare le nostre idee in oggetti editoriali ben comprensibili al grande pubblico, e anche affascinanti”. “Data la durata breve del programma – ha proseguito il conduttore – pensiamo di fare un sistema di videografica sistematica, non casuale, con linguaggi che ormai hanno raggiunto la maturità per essere integrati. Noi ‘old school’ mischieremo il nostro sapere con i giovani, è giusto non chiudersi”. Giammaria sulla diversa collocazione oraria osserva: “È un pubblico più vasto quello del sabato pomeriggio, e anche questo è una sfida o un’opportunità: si tratta di un pubblico più ampio, con più famiglie riunite, e questo ci dà l’opportunità di sperimentare nuovi linguaggi”. Il titolo della prima puntata sarà ‘La guerra in casa’, “perché mai come in questo momento – osserva Giammaria – siamo sommersi da istantanee di un conflitto non più percepito come lontano da noi, ma che entra impetuosamente nelle nostre vite. Siamo davvero più informati o aumenta il rischio di manipolazione”.
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