La Regione Lombardia farà degli
accordi internazionali per formare infermieri e altre
professioni sanitarie di Paesi esteri per farli venire a
lavorare in Italia. Lo ha fatto sapere l’assessore della Regione
Lombardia al Welfare Guido Bertolaso a margine della seduta di
Consiglio regionale durante la quale è stata anche presentata
una mozione sul tema da parte di Azione-Italia Viva.
Nel corso dell’anno 2023 in Regione sono già stati
riconosciuti 1.028 infermieri in possesso di titolo di studio e
iscrizione all’albo all’estero, con conseguente autorizzazione
all’esercizio temporaneo della professione infermieristica sul
territorio.
Come ha spiegato Bertolaso si parla di “qualche migliaio” di
persone: “Questo sarà scritto e chiarito dal piano
sociosanitario che vedrete tra pochi giorni e ovviamente nasce
dalla costatazione” che le professioni sanitarie “non sono più
suggestive come poteva essere un tempo, e le ragioni sono tante,
non solo quelle economiche”.
Per questo “dobbiamo per forza guardare anche fuori dai
nostri confini ed è abbastanza logico andare a vedere prima
nell’area mediterranea e in quei Paesi dove sappiamo che c’è
molta manodopera potenziale e dove la lingua può anche essere un
problema superabile” perché “è evidente che formare un
infermiere cinese e poi insegnargli l’italiano è un po’ più
difficile che formare un infermiere in Argentina e insegnargli
l’italiano”.
Inizialmente “saranno soprattutto strutture pubbliche” e poi
“se ci sarà spazio anche in strutture private – ha aggiunto –
bisogna vedere quella che sarà la risposta. Da questo punto di
vista se continuiamo ad avere concorsi che vanno deserti bisogna
trovare una soluzione, che non è solo quella di aumentare lo
stipendio, cosa che stiamo facendo, ma è anche quella di andare
in giro per il mondo a trovare persone qualificate che vogliono
fare questo lavoro”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA