“Dall’Italia arriva un esempio di fiducia e umanità, sono fiero che mia figlia sia diventata italiana”, ha commentato a caldo papà Dean. Agli avvocati inglesi della famiglia si è intanto affiancato un legale italiano, l’ex senatore della Lega e attivista pro-life Giuseppe Pillon, secondo quanto da lui stesso comunicato. “Un grandissimo grazie al governo e all’intero popolo italiano da parte dei familiari di Indi Gregory”, ha scritto Pillon sul suo profilo X. Fra i precedenti quello di un altro piccolo inglese considerato inguaribile, Alfie Evans, per il quale si spese anche papa Francesco e a cui nell’aprile del 2018 fu il governo guidato allora da Paolo Gentiloni a concedere la cittadinanza italiana lampo. Con un atto che non riuscì tuttavia a smuovere le autorità dell’isola, né a produrre effetti su un destino consumatosi 5 giorni più tardi. Sull’altro piatto della bilancia vi sono d’altronde almeno un paio di vicende di bambini britannici sfociate in risultati opposti. Come successo 4 anni fa per Tafida Raqeeb, che ne aveva 5 quando fu trasferita in gravi condizioni da Londra al Gaslini di Genova, dove è poi migliorata sino a poter essere dimessa. O ancora ad Alex Montresor, in grado di riprendersi da una malattia genetica rara grazie a un trapianto di cellule staminali al Bambino Gesù.
“Un grandissimo grazie al governo italiano, al presidente Giorgia Meloni a tutti i ministri e all’intero popolo italiano da parte dei familiari di Indi Gregory. Ora al lavoro per rimuovere i residui ostacoli e portarla presto a Roma”. Lo scrive su X Simone Pillon, ex senatore della Lega e legale della famiglia della neonata inglese.
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