“Volevano demolire la Rai dei
comunisti; stanno semplicemente demolendo la Rai”. Corrado
Augias annuncia l’addio alla Rai in polemica con la gestione
voluta dal governo Meloni. Era già noto dalla presentazione dei
palinsesti che il giornalista non avrebbe più condotto alcuni
dei suoi programmi in onda su Rai3, ma la scelta fa comunque
rumore perché arriva dopo 63 anni di militanza a Viale Mazzini.
“Un governo che sul piano generale si è dimostrato
approssimativo e incompetente ha prodotto il massimo
d’efficienza nella progressiva distruzione della
Radiotelevisione Italiana, nientemeno”, afferma Augias che
approda su La7 per condurre il programma culturale ‘La torre di
Babele’, ogni lunedì in prima serata dal 4 dicembre. L’addio di
Augias, che lascia così in sospeso la terza possibile edizione
del programma La Gioia della musica, unica ipotesi residua di
permanenza sulla terza rete, segue quelli di Fabio Fazio, Bianca
Berlinguer, Massimo Gramellini, che sono andati a rinforzare
anche con buoni risultati la concorrenza, e Lucia Annunziata,
solo per citare i nomi più eclatanti. Poi c’è Roberto Saviano,
che avrebbe dovuto condurre ‘Insider – faccia a faccia con il
crimine’. “L’Ad della Rai non ha mai detto che è stato chiuso
perché ho violato il codice etico, che infatti non ho violato –
afferma lo scrittore a Le Iene -. Lui ha detto che è stata una
sua scelta, tra l’altro è nelle sue facoltà. È puramente una
vendetta politica, terribile”. I programmi che sono arrivati non
hanno, almeno per il momento, ottenuto i risultati sperati. A
finire, via via, sotto il fuoco della critica ‘Avanti Popolo’ di
Nunzia De Girolamo e ‘Il mercante in fiera’ di Pino Insegno,
oltre a Bianca Guaccero con ‘Liberi tutti’, Max Giusti con ‘Fake
Show’, Camilla Raznovich con ‘Macondo’. “Dopo Fazio, Annunziata,
Berlinguer, Gramellini e la punizione contro Saviano, la Rai
perde anche Augias, facendo un favore alle concorrenti private.
Senza una strategia di prodotto, contenuti e nomi di qualità
crollano gli ascolti. Il servizio pubblico riconquisti
autorevolezza”, sostiene la consigliera Francesca Bria. “I nuovi
vertici Rai messi dal Governo Meloni stanno praticamente
smantellando la Rai”, sottolinea il capogruppo dell’Alleanza
Verdi e Sinistra, Peppe De Cristofaro. A preoccupare è anche la
scelta del governo di ridurre il canone da 90 a 70 euro, che
porterà meno fondi nelle casse di Viale Mazzini che saranno però
compensati quasi del tutto dai 420 milioni stanziati per il
prossimo anno e probabilmente anche per i due successivi. In
ogni modo, l’assenza di certezze sulle risorse, insieme alla
perdita di circa 20 milioni di trasferimenti annui, hanno spinto
il cda a ipotizzare un innalzamento dei tetti pubblicitari che,
però, non sembra essere al momento all’ordine del giorno. In
agenda c’è, invece, l’audizione della Commissione di Vigilanza
del conduttore di Report, Sigfrido Ranucci (insieme al direttore
dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini), vista dall’opposizione
come un’intimidazione al giornalista. In difesa del conduttore e
della libertà di stampa è stata organizzata da Articolo 21 una
passeggiata della legalità che si terrà in concomitanza con
l’audizione al Pantheon a Roma.
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