All’indomani della riunione che
ha ufficialmente proposto Alessandra Todde come candidata alla
presidenza della Regione, Liberu sceglie ufficialmente di
abbandonare il tavolo del campo largo del centrosinistra con il
M5s. Lo annuncia con una nota diffusa da Giulia Lai.
“Giovedì non parteciperemo al tavolo, avendo preso atto della
volontà dei partiti che hanno deciso la candidatura di
Alessandra Todde, di sottrarsi a un confronto democratico con
tutti gli altri candidati proposti nel tavolo. Un confronto che
era necessario per comprendere le idee, i programmi e la visione
di Sardegna portata da ognuno di loro – sottolinea la nota di
Liberu -. Un confronto che avrebbe portato l’elettorato della
sinistra sarda ad essere esso stesso partecipe della scelta del
candidato/a migliore”.
La nota ripercorre la genesi del tavolo, la richiesta sin da
subito di svolgere le primarie e la scelta di portare il nome di
Renato Soru. “La riunione di ieri – spiega la nota – non è stata
altro che un ipocrita tentativo di fare ratificare alle sigle
del tavolo la candidata già decisa mesi fa in altre sedi. Le
sigle, questa volta, sono state contate come corrispondenti a
partiti. Anche se tutti sanno che quelle realmente
corrispondenti a partiti, e capaci di fare liste, sono ben
poche. Così è stato fatto credere che la candidatura della
Todde, anziché romanamente stabilita – concludono gli
indipendentisti di Liberu – fosse decisa democraticamente qui in
Sardegna dalle sigle del tavolo”.
“Il nostro lavoro per le elezioni regionali, determinato come
sempre, proseguirà per riuscire a portare nel parlamento dei
Sardi la voce dell’indipendentismo sardo, della sinistra più
genuina, della militanza per l’ambiente, del femminismo non
strumentale, della salvaguardia dei diritti nazionali e sociali
del popolo sardo”.
Per domani sera, invece, si attende il confronto interno ai
Progressisti.
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