Una delle principali condizioni dell’intesa è l’impegno a promuovere la legge sull’amnistia a favore degli indipendentisti catalani con cause giudiziarie aperte. A questo punto il leader socialista potrebbe ottenere la fiducia del Parlamento già la settimana prossima.
Il contenuto dell’accordo
La legge sull’amnistia compresa nell’accordo politico per un nuovo governo Sánchez è uno strumento “per procurare la piena normalità politica, istituzionale e sociale come requisito imprescindibile per affrontare le sfide del futuro immediato”: è quanto scritto nel documento firmato dal segretario d’organizzazione dei socialisti, Santos Cerdán, e dal segretario generale di Junts, Jordi Turull.
Come spiegato dal primo, il provvedimento sull’amnistia che verrà proposto al Parlamento fa riferimento “a tutti i fatti legati, direttamente o indirettamente, al processo secessionista”. L’orizzonte temporale preso in considerazione, ha aggiunto Cerdán, va “dal 2012 al 2023”.
L’accordo contempla poi il “voto favorevole” di “tutti” e 7 i deputati del partito secessionista all’investitura di Pedro Sánchez come premier e la garanzia di “stabilità della legislatura”. Quest’ultimo punto, si specifica, è però soggetto “ai progressi e al rispetto degli accordi” che saranno oggetto di negoziati tra le due parti su due ambiti principali, ovvero “il superamento di deficit e limiti dell’autogoverno” e il “riconoscimento nazionale della Catalogna”.
In merito al primo punto, Junts proporrà “un referendum di autodeterminazione sul futuro politico” della regione e “la cessione” da parte dello Stato alla Catalogna “del 100% delle tasse che si pagano” in quel territorio. Il Psoe, invece, proporrà “l’ampio sviluppo” dello statuto regionale approvato nel 2006 e misure “che permettano l’autonomia finanziaria della Catalogna e il suo accesso al mercato”.
Psoe e Junts hanno inoltre “concordato di istituire un meccanismo tra le due organizzazioni, internazionale, con funzioni di
accompagnamento, verifica e monitoraggio dell’intero processo di negoziati e degli accordi raggiunti”.
Sumar, la serenità e la convivenza hanno vinto sull’odio
“Il 23 giugno dopo le elezioni abbiamo detto che avremmo avuto un governo di coalizione progressista. Sono stati mesi difficili, ma la serenità e la convivenza hanno prevalso sul rumore e sull’odio. Continueremo ad avanzare sulla via del progresso sociale. Più diritti, più
futuro”. Lo scrive su X Yolanda Diaz, la leader di Sumar, la coalizione della sinistra spagnola, commentando l’accordo tra il
Psoe e gli indipendentisti catalani di Junts.
Per Ayuso (Pp) con l’accordo si va verso una dittatura
Con l’accordo tra il Psoe e gli indipendentisti catalani di Junts per riportare Sanchez al governo la Spagna diventa “una dittatura”. E’ il commento a caldo della carismatica presidente della Comunità di Madrid, la popolare Isabel Díaz Ayuso, durissima contro la scelta dei
socialisti di concedere l’amnistia ai secessionisti catalani.
“Hanno fatto passare una dittatura dalla porta di servizio e siamo solo all’inizio. Capisco che la gente possa dire che esagero – ha continuato Ayuso – ma quando un governo non è solo il potere esecutivo, ma anche legislativo e giudiziario, quella è una dittatura. I grandi dittatori della storia si insinuano nei Parlamenti”.
Ue, ‘Abbiamo chiesto informazioni sull’amnistia’
“La Catalogna resta un affare interno della Spagna. Confermiamo che ieri il commissario Reynders ha inviato una lettera al governo spagnolo, nella quale ha chiesto informazioni sulla questione dell’amnistia. Nella sua risposta il governo ha spiegato di essere aperto a collaborare con l’Ue e di spiegare all’esecutivo europeo i dettagli di una eventuale legge sull’amnistia se questa sarà sul tavolo”.
E’ quanto spiega il portavoce della Commissione Ue Christian Wigand, nel corso del suo briefing con la stampa. “La lettera è stata inviata in quanto caldeggiata da un elevato numero di cittadini e stakeholder preoccupati” per gli sviluppi di una legge sull’amnistia, ha aggiunto Wigand
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