“Il carattere delle proposte di cui stiamo discutendo è cambiato – ha spiegato Lindner -. Ora è generalmente riconosciuto che abbiamo bisogno di una linea di sicurezza per ridurre il debito nazionale ed anche riconosciuto che è sui deficit di bilancio annuali occorre avere alcune considerazioni specifiche. Queste erano due preoccupazioni importanti per noi”.
Rispetto al documento della presidenza spagnola dell’Ue sulla ‘landing zone’, sottolineato il ministro tedesco, “si possono dire esserci dei progressi sostanziali per quanto riguarda i diversi elementi”. “C’è ancora molto lavoro da fare perché, anche se gli effetti degli strumenti sono stati riconosciuti, ora è ovviamente una questione di loro calibrazione, ora è una questione di come gli strumenti vengono effettivamente supportati con numeri e requisiti. Ora si tratta del livello di ambizione”. “Il mio ottimismo è cresciuto riguardo al fatto che quest’anno riusciremo a raggiungere un accordo politico. Se saremo in grado di trasferire un testo giuridico è ovviamente ancora una questione aperta”, ha sottolineato.
Nelle trattative tra Francia e Germania sulla riforma del Patto di stabilità “stiamo lavorando”, il “mood è eccellente” e “ci stiamo muovendo sulla giusta direzione”. “Il mood è molto positivo e costruttivo. Non c’è una scadenza”, nel negoziato attuale: “il termine per trovare un accordo è la fine del 2023”, ha spiegato il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, arrivando al consiglio Ecofin declinando la richiesta di commentare le ipotesi sul tavolo sui valori di riduzione di debito e deficit.
Il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni si dice “fiducioso” che al consiglio Ecofin ci sia una “nuova opportunità per fare ancora un passo avanti verso un accordo” sulla riforma del Patto di stabilità. “Raggiungere un accordo entro la fine dell’anno – ha detto arrivando al Consiglio – è molto importante per diversi motivi, uno dei quali è che conosciamo le difficili prospettive economiche che abbiamo. Raggiungere un accordo sulle regole fiscali è essenziale per quello che viene chiamato atterraggio morbido, in secondo luogo per dare certezza ai mercati finanziari e in terzo luogo perché nella prospettiva dell’economia europea abbiamo bisogno di stabilità sul debito pubblico e della possibilità di sostenere la crescita e gli investimenti”.