Prima di essere approvata definitivamente la proposta – che fissa anche nuove disposizioni per la durata minima delle batterie – dovrà essere oggetto di negoziato con il Consiglio e la Commissione Ue nel corso del cosiddetto ‘trilogo’.
Ma intanto è stata accolta come “un successo per l’Italia” dal ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Il quale ha parlato di una “svolta netta e significativa” poiché
il testo varato dalla plenaria risulta “profondamente migliorato” rispetto alla proposta iniziale della Commissione e “risponde a una visione concreta e pragmatica” della realtà.
Lo stesso Urso ha sottolineato come, in occasione della votazione sul nuovo regolamento, all’Europarlamento si sia venuta a costituire una “nuova maggioranza politica” di centro-destra. In effetti sul dossier la maggioranza Ursola, che fin dalla sua nascita sostiene la Commissione europea, si è spaccata. A votare in favore della proposta sono stati i gruppi Ecr, Ppe e Renew nella loro quasi completezza e una buona parte del gruppo Id, quello di cui fa parte la Lega. I socialisti si sono invece spaccati: la maggioranza del gruppo, inclusa la delegazione Dem, ha votato contro perchè favorevole a un testo più ambizioso rispetto a quello varato. Il quale prevede, tra l’altro, il rinvio di due anni della sua applicazione per le auto e di almeno quattro per i mezzi pesanti. I nuovi, più stringenti limiti riguarderanno comunque le emissioni inquinanti di ossidi di azoto, particolato, monossido di carbonio e ammoniaca.
“Abbiamo raggiunto con successo un equilibrio tra gli obiettivi ambientali e gli interessi vitali dei produttori”, ha detto il relatore del provvedimento Alexandr Vondra, del gruppo Ecr). “Sarebbe controproducente attuare politiche ambientali che danneggiano sia l’industria europea che i suoi cittadini”. Sulla stessa linea Massimiliano Salini di Fi e la delegazione della Lega. Più cauto il commento dell’industria automobilistica europea rappresentata dall’Acea, secondo la quale Euro 7 “ha ancora un prezzo elevato e si colloca in una fase molto critica per la trasformazione del settore”.
Sul fronte opposto i Verdi, che parlano di “occasione mancata” e il Beuc, l’organizzazione europea dei consumatori.
“Il nuovo regolamento – si legge in una nota – è più vicino a un aggiornamento minimo dell’Euro 6 che a una nuova generazione di regole sulle emissioni”. Tuttavia, rileva l’organizzazione, la proposta di istituire un ‘passaporto ambientale dei veicoli’ a livello Ue potrebbe essere d’aiuto soprattutto per gli acquirenti di auto di seconda mano.
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