Quarantacinque piatti d’artista tra
contemporaneità e tradizione: si apre il 16 novembre al Museo
Plart “Fuoco nella mente” la mostra di Felix Policastro a cura
di Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina per le
arti contemporanee .
“All’origine del progetto – racconta Maria Pia Incutti,
presidente della Fondazione Plart – c’è la nostra volontà di
collegare l’attività dell’artista con quella di un’azienda del
territorio campano, la Fornace Falcone, che opera da oltre un
secolo nella produzione di manufatti in terracotta”. La mostra,
dopo il Plart dove si potrà visitare fino al 16 dicembre, sarà a
Salerno per “Linee Contemporanee” nell’ambito del programma “45
ceramiche per 45 centimetri”.
Policastro in queste opere esposte per la prima volta ha
declinato due temi della sua ricerca artistica. Il primo è
L’Abbecedario che parte da un suo lavoro su Giordano Bruno. Sono
oltre cento le lettere di questo personale alfabeto che si
dispiegano variamente come una scrittura raccontando la sua
visione del mondo. La seconda tematica è quella dei percorsi e
dei tracciati, come quelli segnati sottoterra dalle formiche.
Dal punto di vista tecnico, Felix Policastro ha avuto modo di
sperimentare alla Fornace Falcone tutte le fasi della
produzione, dalla cottura dei manufatti in argilla, che così
diventa terracotta, alla decorazione eseguita dopo la
smaltatura, fino alla cottura che trasforma i manufatti in
ceramiche. La fase in cui l’artista è stato più direttamente
coinvolto, è stata quella della decorazione, dove ha utilizzando
i pigmenti messi a disposizione della Fornace, assistendo
all’alterazione del colore per effetto della cottura: così il
lilla diventa blu cobalto, il nero, verde e più in generale i
colori tenui si tramutano in tonalità vive e brillanti.
L’impressione è quella di una magia che si dispiega con stupore
anche dinanzi agli occhi dell’artista stesso.
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