Più Europa presenta un ricorso alla
Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) sostenendo
l’incostituzionalità della legge elettorale vigente, il
Rosatellum. Il segretario Riccardo Magi spiega che il ricorso si
rende necessario per 4 motivi. Il primo: “Il voto dato solo a
una lista viene trasferito al candidato uninominale, non votato,
che risulta eletto anche grazie a voti dati esclusivamente alle
liste collegate, in contrasto con l’art.56 della Costituzione”.
Il secondo: “E’ incostituzionale che l’elettore non possa
scegliere il candidato preferito all’interno di una lista
plurinominale, realizzando così un Parlamento composto per la
sua totalità da nominati dai partiti che si sostituiscono agli
elettori nella scelta dei rappresentanti”. Terzo motivo: “Il
voto dato ad una lista coalizzata che non raggiunge il 3% dei
consensi, ma supera l’1%, è trasferito alle altre liste
coalizzate e quindi sulla base delle scelte effettuate da altri
e contro la volontà dell’ elettore che potrebbe non gradire le
altre liste”. Quarto: “Il voto dato al solo candidato
uninominale viene trasferito automaticamente, contro la volontà
dell’elettore, alle liste associate, senza possibilità di voto
disgiunto”. “Se si votasse secondo Costituzione la maggioranza
perderebbe 16 seggi alla Camera e 26 al Senato e non avrebbe la
maggioranza in una delle due Camere”, spiega l’avvocato Felice
Besostri che rimarca come ci sia anche una senatrice
d’opposizione “che è stata eletta con zero voti individuali, non
si è votata neanche lei”.
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