Sono stati “già redistribuiti agli
altri magistrati” del tribunale di sorveglianza di Perugia i
fascicoli che erano in carico ad Ernesto Anastasio, il
magistrato appassionato di letteratura sospeso dal Csm per avere
accumulato 858 fascicoli di arretrato e per il quale è stata
avviata la procedura per la dispensa dal servizio. Lo sottolinea
il presidente dell’Ufficio Antonio Minchella, evidenziando che i
procedimenti “vengono trattati nel rispetto dei diritti delle
persone condannate e del ruolo dei difensori”.
Nei giorni scorsi da alcune dichiarazioni di Anastasio erano
emerse presunte diversità di trattamento tra i legali.
Il presidente del tribunale di sorveglianza specifica
inoltre, in un comunicato, che “al contempo, sono state avviate
iniziative per cercare di colmare il vuoto di organico e
velocizzare le decisioni”.
“Quanto poi al contenuto delle dichiarazioni, fatte salve le
valutazioni circa eventuali responsabilità del dichiarante che
saranno accertate nelle sedi competenti – afferma Minchella -,
il dottor Anastasio ha fatto espresso riferimento soltanto a
propri asseriti comportamenti di favore o di vicinanza a taluni
difensori in fascicoli a lui assegnati in autonomia e non anche
a comportamenti degli altri magistrati del tribunale di
sorveglianza di Perugia, i quali con correttezza continuano a
operare supplendo alle mancanze di organico, affrontando le
sopravvenienze e smaltendo il notevole arretrato nel rispetto
delle persone detenute e nella piena considerazione per
l’attività degli avvocati, allo scopo di offrire un’adeguata
risposta alla domanda di giustizia dell’utenza”.
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