Secondo gli analisti, le prove trovate dopo gli attacchi (mappe dettagliate, scorte di cibo, munizioni ed esplosivi in grande quantità) confermano che il piano del gruppo terroristico era sferrare un colpo di ben più vaste proporzione volto a scatenare una reazione israeliana senza precedenti. Gli elementi recuperati e analizzati dall’intelligence farebbero infatti parte di un piano per un’incursione più profonda, con una seconda fase che avrebbe dovuto colpire anche basi militari israeliane.
“Se ciò fosse accaduto, sarebbe stata un’enorme vittoria propagandistica – un colpo simbolico non solo contro Israele ma anche contro l’Autorità Palestinese”, ha detto il funzionario americano.
Razzi di Hamas intercettati da Iron Dome
Dopo aver sfondato il confine israeliano in circa 30 punti, i militanti di Hamas hanno sferrato un massacro di soldati e civili in almeno 22 villaggi, città e avamposti militari israeliani, attirando poi i difensori israeliani in scontri a fuoco che sono continuati per più di un giorno – riporta il Washington Post – e le squadre d’assalto sono riuscite a penetrare fino a Ofakim, una città israeliana a circa 15 miglia dalla Striscia di Gaza e a circa metà della distanza tra l’enclave e la Cisgiordania.
Dopo il massacro, si è registrato un notevole aumento degli attacchi terroristici o di tentativi di attacchi terroristici da parte di palestinesi contro israeliani in Cisgiordania e Gerusalemme Est, e scontri con Hezbollah e altri gruppi terroristici palestinesi al confine con il Libano. Secondo il rapporto, Hamas aveva raccolto informazioni sui lavoratori transfrontalieri di Gaza a cui era permesso entrare in Israele ogni giorno per lavorare. Molti lavoravano nelle comunità devastate da Hamas.
Hamas ha anche utilizzato ‘droni economici‘ per mappare le comunità del sud e monitorare siti web per studiare la vita nei kibbutz e la disposizione delle case. Ali Soufan, ex funzionario dell’antiterrorismo dell’FBI, ha detto al Post che la raccolta di informazioni di Hamas non era incredibilmente sofisticata ma era ben ponderata. “Se sei in prigione, studi il sistema di sicurezza carcerario. Questo è ciò che Hamas fa da 16 anni – ha detto – la loro intelligence sul campo era decisamente migliore di qualunque cosa gli iraniani avrebbero potuto fornire loro”.
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