Intanto l’esercito di Israele ha annunciato una pausa umanitaria di quattro ore per la giornata di oggi a Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza, vicino al confine con l’Egitto. Più di 800 cittadini stranieri sono passati oggi attraverso il valico per entrare in Egitto, ha annunciato un funzionario di frontiera egiziano a un giornalista della CNN.
Se la cifra fosse confermata si tratterebbe del maggior numero di persone che ha attraversato il valico in un solo giorno da quando sono iniziate le evacuazioni dall’enclave. Secondo il funzionario si tratta della prima evacuazione di cittadini stranieri da giovedì, quando più di 300 avevano lasciato Gaza attraverso il valico.
Nell’ospedale al-Shifa restano più di 3.500 persone, quasi un terzo di quante ne erano state riportate durante il fine settimana. Mohammed Zaqout, direttore degli ospedali di Gaza, ha detto ad al-Jazeera che circa 650 pazienti, 500 operatori sanitari e 2.500 sfollati rimangono all’interno del complesso di Gaza City. Le cifre sono inferiori a quelle diffuse nel fine settimana, quando era stato riferito che sul posto si trovavano 1.500 pazienti, 1.500 operatori sanitari e 7.000 sfollati.
“Spero e mi aspetto che ci siano azioni meno intrusive nei confronti dell’ospedale”, ha affermato il capo della Casa Bianca, Joe Biden, sottolineando che “l’ospedale deve essere protetto”. Nella struttura di al-Shifa, medici denunciano mancanza di acqua, cibo e carburante, con centinaia di pazienti e oltre duemila sfollati.
La Mezzaluna Rossa Palestinese ha affermato che l’unico generatore di corrente dell’ospedale Al-Amal, nel sud di Gaza, ha smesso di funzionare. In una dichiarazione pubblicata sui social media, l’organizzazione ha affermato che la vita di 90 pazienti dell’ospedale è a rischio, di cui 25 nel reparto di rianimazone “che ora affrontano il rischio di morire in qualsiasi momento”. L’ospedale fa affidamento su un generatore “molto piccolo” e si prevede che il carburante rimanente si esaurirà entro 24 ore.
Il Segretario generale delle Nazioni Unite è “estremamente preoccupato” riguardo la situazione negli ospedali di Gaza, che stanno chiudendo, ma “resta in costante contatto telefonico con le parti” per trovare una soluzione. Lo ha detto il portavoce di Anto’nio Guterres, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso dell’incontro quotidiano con i media.
“Il segretario generale – ha spiegato Stèphane Dujarric – è stato al telefono tutto il weekend, cercando di capire come andare avanti. Io penso che i fatti non siano segreti, giusto? La situazione non è segreta. La situazione è davvero, davvero terribile”. “Siamo estremamente preoccupati – ha aggiunto – per quello che può succedere nei prossimi giorni”. Dujarric ha parlato di “disastro umanitario sotto gli occhi di tutti”.
“Non c’è elettricità, non c’è acqua. Non abbiamo più cibo. Le persone moriranno in poche ore senza un impianto di ventilazione funzionante. Di fronte all’ingresso principale ci sono molti cadaveri, anche pazienti feriti, ma non possiamo farli entrare in ospedale”. È quanto riferisce Medici Senza Frontiere che stamane è riuscita a mettersi in contatto con uno dei suoi chirurghi che lavora all’ospedale di Al Shifa, nella Striscia di Gaza.
“Noi medici dell’ospedale siamo pronti a lasciare l’ospedale solo se i pazienti saranno evacuati per primi: non vogliamo lasciare i nostri pazienti”, ha affermato, sottolineando che “la situazione è grave, inumana”.
Israele, Palestina, Bahrein, Arabia Saudita, Qatar e Giordania saranno questa settimana le tappe di un viaggio annunciato da Borrell “per discutere di accesso umanitario, assistenza e questioni politiche con i leader regionali”. Abbiamo bisogno di un orizzonte politico che guardi alla soluzione dei due Stati. Ciò puo’ essere raggiunto solo attraverso il dialogo”, ha aggiunto.
“Non dobbiamo parlare solo della situazione odierna a Gaza. Dobbiamo cominciare a pensare alla soluzione per il post-guerra. È qualcosa che i ministri dovrebbero concentrarsi nella discussione. Cosa succederà dopo, come possiamo affrontare la situazione a Gaza non solo con la ricostruzione ma per offrire una soluzione integrata alla questione palestinese. Questo è il vero problema politico che dobbiamo affrontare: ossia la soluzione definitiva al conflitto tra Israele e Palestina che ha raggiunto questo alto livello di orrore”, ha dichiarato Borrell a proposito del vertice odierno.
“Dobbiamo cercare la pace per loro. La soluzione per Gaza non può essere isolata. Mi confronterò con i ministri che cosa ne pensano, che cosa sostengono e cosa respingono”, ha aggiunto il capo della diplomazia di Bruxelles.
Gaza City
Migliaia di palestinesi sperano di lasciare oggi l’ospedale al-Shifa, il più grande della Striscia di Gaza, che è rimasto senza acqua né elettricità da giorni ed è coinvolto nei combattimenti tra Hamas e l’esercito israeliano. Secondo il movimento islamista, nella struttura sono già morti 27 pazienti in terapia intensiva e 7 bambini prematuri.
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha negato che Israele stia colpendo l’ospedale. Rapporti del personale di Al-Shifa suggeriscono che la struttura, che ospita migliaia di palestinesi, sia a corto di elettricità ma Herzog sostiene che “tutto funziona” nell’ospedale.
Nel frattempo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato in un’intervista alla NBC della possibilità di un accordo per il rilascio di alcuni dei circa 240 ostaggi rapiti da Hamas, che controlla la Striscia di Gaza, una condizione che ha detto essere indispensabile per qualsiasi cessate il fuoco.
“Meno ne parlo, più è probabile che si concretizzi”, ha detto Netanyahu, senza approfondire i negoziati per il rilascio degli ostaggi, poco prima del 38 giorno di guerra scatenato il 7 ottobre da un sanguinoso attacco del movimento islamista che ha ucciso circa 1.200 persone, per lo più civili, e senza precedenti nella storia di Israele.
Nella Striscia di Gaza, gli incessanti bombardamenti israeliani hanno ucciso 11.180 persone dal 7 ottobre, per lo più civili, tra cui 4.609 bambini, secondo il ministero della Sanità di Hamas. I combattimenti si concentrano nel cuore di Gaza City, nel nord del territorio, in particolare intorno ad alcuni ospedali sospettati dall’esercito israeliano di ospitare infrastrutture strategiche per Hamas, che usa la popolazione come “scudi umani”, ha detto.
Il territorio palestinese, dove più di 1,5 milioni dei 2,4 milioni di abitanti sono stati sfollati secondo l’Onu, è sotto un assedio totale imposto da Israele dal 9 ottobre, privando la popolazione di acqua, elettricità, cibo e medicine.
Le forze armate israeliane hanno ucciso 21 terroristi che hanno aperto il fuoco contro i soldati israeliani dall’ingresso dell’ospedale Al-Quds a Gaza City. Lo dice l’IDF. Secondo l’esercito, il gruppo di assalitori si confondeva all’interno di un gruppo di civili all’ingresso dell’ospedale, quando ha iniziato a sparare contro le forze dell’ordine con armi leggere.
Al tentativo di agguato, aggiunge l’IDF secondo quanto riportano i media israeliani, si sono uniti anche altri terroristi che sono usciti dagli edifici della zona e poi si sono nascosti nella zona dell’ospedale.
Caccia statunitensi hanno colpito siti appartenenti al Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane (IRGC) e alle milizie appoggiate dall’Iran nella regione di Deir Ezzor, nella Siria orientale. Lo ha detto il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin. Secondo Austin, gli attacchi hanno preso di mira una struttura di addestramento e un rifugio vicino alle città di al-Bukamal e al-Mayadeen.
“Il presidente non ha priorità più alta della sicurezza del personale statunitense e ha diretto l’azione di oggi per chiarire che gli Stati Uniti difenderanno se stessi, il proprio personale e i propri interessi”, ha detto il segretario alla Difesa Usa. Secondo la televisione Al-Mayadeen, affiliata all'”Asse della Resistenza” iraniano, almeno una persona è stata uccisa e un’altra è rimasta ferita in un attacco vicino ad al-Mayadeen a Deir Ezzor, scrive il Jerusalem Post.
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