E’ stato avvertito in tutte le
Marche, in particolare tra le province di Fermo, Ancona,
Macerata e Ascoli Piceno, il terremoto di magnitudo 4.0 che alle
17:17 è stato localizzato a sud di Montelparo, alla profondità
di 22 chilometri. Lo rende noto l’Istituto Nazionale di
Geofisica e Vulcanologia (Ingv).
“Questa combinazione di magnitudo e profondità ha fatto sì
che la scossa sia stata avvertita su un’area vastissima delle
Marche, da Pesaro ad Ascoli, e anche in Umbria”, spiega Carlo
Meletti, sismologo della sezione di Pisa dell’Ingv. “La scossa è
stata generata da una faglia di tipo compressivo: si tratta di
un meccanismo tipico di quest’area, perché abbiamo l’asse
appenninico in distensione mentre verso l’Adriatico c’è una
fascia in raccorciamento”.
Il terremoto non è stato preceduto da scosse premonitrici,
“proprio come accade nella stragrande maggioranza dei terremoti
in Italia, dove nel 90% dei casi la prima scossa è anche la più
forte”, osserva Meletti. “Finora non abbiamo registrato neppure
repliche significative, a parte una scossa molto piccola di
magnitudo 1.7 a distanza di quattro minuti dalla scossa
principale. In genere, quando si verifica questo tipo di
meccanismo compressivo, le repliche sono generalmente minori per
numero e durata rispetto a quelle che si verificano dopo i
terremoti da estensione tipici dell’Appennino”.
La zona interessata è caratterizzata da pericolosità sismica
alta, come testimoniato dalla Mappa della pericolosità sismica
del territorio nazionale. Due i forti terremoti del passato più
vicini all’epicentro odierno: l’evento del 26 novembre 1972, di
magnitudo stimata 5.5, e l’evento sismico del 3 ottobre 1943, di
magnitudo stimata 5.7.
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