“Prendiamo atto di questa scelta del governo e in questo caso lo sciopero del settore del trasporto sarà dalle 9 alle 13“, ha spiegato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in conferenza stampa.
“Buona parte della ragioni che ci hanno portato a proclamare lo sciopero generale vogliono affrontare i temi quali pensioni extraprofitti e gli stessi che dicevano queste stesse cose, prima di essere al governo, sono gli stessi che hanno deciso di precettare. Siamo nel pieno di una schizofrenia totale”.
“Siamo in presenza di un atto che nella storia del nostro paese – dal dopoguerra in poi – con queste caratteristiche e con queste forme non era mai avvenuto”
La Commissione di Garanzia sullo sciopero ribadisce la sua posizione: “Il problema che si è posto è che non fosse uno sciopero generale nel senso convenzionale, né al livello nazionale né regionale. Lo sciopero generale riguarda la totalità del lavoro pubblico e privato, con una proclamazione aperta, in questo caso invece è una proclamazione chiusa che non riguarda la totalità delle categorie”.
In audizione alla Camera di fronte alle Commissioni Lavoro e Trasporti la Garante, Paola Bellocchi specifica: “In ciascuna Regione il contrasto alla manovra economica del governo verrà fatto attraverso due pezzi di sciopero. Ci è sembrato che i presupporti dello sciopero generale non ricorressero”.
Mentre il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri specifica che l’astensione dal lavoro di venerdì “è confermata per otto ore” mentre per quanto riguarda le quattro ore nel settore dei trasporti si “deciderà nelle prossime ore”. E sulla decisione della Commissione il leader della Uil ha attaccato “è un atto di squadrismo politico“.
Diversa la posizione della Cisl. Il conflitto tra Cgil-Uil e il Governo “si poteva sicuramente evitare”, commenta il segretario Luigi Sbarra. “La legislazione sull’esercizio e la regolazione del diritto di sciopero è molto chiara – aggiunge – la legge fissa vincoli precisi per contemperare il diritto costituzionale allo sciopero con quello delle persone a usufruire dei diritti essenziali”.
Poi prosegue: “Non dico che Cgil e Uil sbaglino ma si tratta di rispettare le norme, nella consapevolezza che le deroghe concesse per gli scioperi richiedono l’adesione di tutte le categorie e delle sigle sindacali più rappresentative. Lo sciopero generale non si può programmare a puntate”.
Il vice premier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini intento ribadisce: “In caso di violazione, scatteranno le sanzioni previste dalla legge”.
Il leader della Lega sottolinea: “Non conosco la presidente del Consiglio di garanzia, l’ho detto anche ai sindacati” ma “fanno insinuazioni contro il garante senza guardare alla ragione del suo intervento”. Per il ministro, quello di venerdì “è uno sciopero Pd-Cgil“.
Il Si Cobas, sindacato attivo soprattutto nel mondo della logistica, non aderirà allo sciopero di venerdì 17 proclamato da Cgil e Uil ma ha proclamato una giornata di astensione dal lavoro in solidarietà col popolo palestinese “per fermare il genocidio a Gaza”.
“Abbiamo aderito allo sciopero del 20 ottobre su obiettivi condivisi con altri sindacati di base – spiega all’AGI un rappresentante del Si Cobas -. Non aderiamo a questo dati gli obbiettivi fumosi in funzione elettorale”. Allo sciopero di venerdì seguirà una manifestazione sabato a Bologna “per chiedere il ritiro dell’esercito israeliano da Gaza”
“Rimaniamo molto perplessi dinanzi alle relazioni espresse stamane in commissione dalla presidente della commissione di Garanzia per gli Scioperi. Di fronte ai quesiti relativi al perché questo sciopero non sia da considerarsi generale, sono state fornite risposte poco chiare. Noi ribadiamo un concetto: lo sciopero è un diritto sancito dalla nostra Costituzione, e non un a concessione del governo, come lo vuole far passare Salvini”, si legge in una nota.
“In mezzo al caos degli ultimi giorni, colpisce come siano rimaste completamente sotto traccia le ragioni della mobilitazione dei lavoratori: disagio salariale, rinnovo dei contratti collettivi, orari di lavoro disumani. E poi questa manovra draconiana, che fa cassa sulle pensioni, non dà nulla ai lavoratori e non stanzia un euro per il trasporto pubblico locale. È irricevibile la sordità del governo su queste istanze. Il dato politico è questo”.
“Impressionano le dichiarazioni degli esponenti del governo Meloni sullo sciopero. Penso a quella del ministro degli Esteri Tajani, entrato ormai in competizione elettorale con l’altro vicepresidente del Consiglio, e a quella dello stesso Salvini, che ormai fa dell’insofferenza verso i diritti costituzionali la sua battaglia quotidiana”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.
“Trovo curioso che l’opposizione non possa criticare una autorità ripiena di componenti politicamente schierati e quindi minata nelle sue fondamenta di terzietà, come la Commissione Garanzia Sciopero, quando ogni settimana, destra e governo passano il tempo a criticare Corte dei Conti, UPB, e altre istituzioni terze colpevoli di mettere in evidenza numeri e atti che determinano danni per il paese causati dalle scelte sbagliate del governo di Giorgia Meloni”, aggiunge Boccia.
“Nel merito poi non è certo un legittimo sciopero contro questa manovra che crea problemi ai lavoratori, che aderiscono volontariamente e pagano di tasca propria, ma sono proprio le scelte del governo contestate che creeranno problemi seri a famiglie, lavoratori e imprese. Capiamo che l’idea di democrazia che ha la destra sia diversa dalla nostra, ma qui si tratta di rispettare diritti costituzionali e non è certo il governo a stabilire quale sia il momento giusto per uno sciopero generale. E nelle parole di Salvini, che annuncia che ‘chi disobbedirà alla precettazione subirà conseguenze‘, sentiamo odio verso i lavoratori e un preoccupante tanfo di olio di ricino”.
“Quello dei segretari CGIL e UIL, Landini e Bombardieri, è l’atteggiamento di chi vuole paralizzare un’intera Nazione incurante del monito dell’Autorità Garante. L’esclusione di ben 16 settori dalla manifestazione del 17 novembre la priva del requisito di generalità, mentre vengono spalmate su altre date gli scioperi regionali con lo stesso contenuto”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Tommaso Foti.
“Landini dovrebbe ben sapere che gli scioperi di settore come quello indetto per venerdì prossimo hanno tutt’altra disciplina, molto più restrittiva rispetto a quello generale. Cgil e Uil non possono considerarsi al di sopra della legge, annunciando deliberatamente di volere agire contra legem, privando i cittadini di servizi pubblici essenziali e utilizzando il blocco degli stessi come arma di ricatto per cercare d’imporre i propri obiettivi politici volti a ricercare lo scontro con il governo Meloni, la cui compattezza, anche in questa vicenda, rimane granitica, con buona pace di inventati retroscena che ci capita di leggere”.
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