“Competenza e merito sono due valori aggiunti per la nostra nazione. Sembra un’ovvietà ribadirlo, però non è sempre stato così finora. Per anni ci è stato detto il contrario, che uno valeva uno, che la competenza non serviva a nulla: messaggi devastanti di cui purtroppo ancora oggi paghiamo le conseguenze. Noi abbiamo scelto di chiudere quella stagione, di riattivare l’unico ascensore sociale di cui davvero disponiamo, che è proprio il merito” ha affermato Meloni aggiungendo che “lo Stato deve garantire a tutti le stesse possibilità ma nel punto di partenza. Spetta poi al singolo dimostrare quanto valga. È quella che ci piace chiamare rivoluzione del merito, della quale abbiamo gettato le basi nel primo anno di governo e che sarà la nostra bussola a partire dalla scuola, dall’investimento nelle competenze. Perché il capitale umano è in fin dei conti il patrimonio più prezioso di cui disponiamo”. “Il cammino che il governo ha davanti è ancora lungo. Sono tanti ancora i provvedimenti concreti che saremo chiamati ad affrontare, ma siamo certi che potremo sempre contare su di voi, che sapete cosa il merito sia”, ha concluso la premier.
Federmanager, speriamo in un governo che duri
“Di fronte a un Paese che non cresce, il cui Pil quest’anno racimola lo zero virgola, possiamo sperare almeno di avere un Governo che duri e che abbia il coraggio di fare le riforme che servono. Attenzione: la perdita di senso genera perdita di consenso. E noi dobbiamo fare azioni sensate. Non possiamo permetterci, in particolare, di fare altro debito. Specialmente noi, che ne portiamo il fardello da più di mezzo secolo”. Parola del presidente di Federmanager, Stefano Cuzzilla, dal palco dell’Assemblea 2023, a Roma. “Fare debito può andar bene per investire e questo ha senso fin quando i ricavi dell’investimento sono superiori al costo. Ma se accendiamo prestiti per consumare, stiamo utilizzando il debito per pagare le bollette o la spesa, buchi che dovrebbero piuttosto essere coperti dal reddito operativo. Insomma, un conto è indebitarsi per investire, un altro per consumare. Ricordo – va avanti – che dopo la Grande Guerra e la pandemia di spagnola, arrivò un’ondata di euforia che si tradusse in grandi innovazioni finanziarie, tecnologiche, economiche” e “tutto questo occultò i segnali di bolle finanziarie, credito eccessivo e accumulazione dei debiti. Come sappiamo, finì con la Grande Depressione. Ecco perché non va persa la bussola: il nostro status sarà deciso da quanto dovremo pagare, non da quanto possediamo”, aggiunge.
Salvini, i soldi del Pnrr? “Vanno spesi bene, non per i campi da padel”
“I 200 e rotti miliardi del Pnrr bisogna spenderli bene. Il problema è spendere bene” quelle risorse, “e non spendere tutto: se spendo per costruire campi di calcio e campi da padel, non faccio investimenti in tecnologia”. Ad esprimersi così il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, parlando all’Assemblea di Federmanager, aggiungendo che, tra gli investimenti, quelli da effettuare riguardano il poter “collegare con l’Alta velocità il Nord e il Sud del Paese”.