Al concerto, Veltroni ha voluto aggiungere il tassello mancante: di ritorno dal concerto al Village, dove è stato registrato un album live destinato a chiamarsi “Dall’America”, Dalla è in barca con alcuni amici nel Golfo di Sorrento, alla ricerca del brano inedito che manca per chiudere il disco. La barca si rompe, lui scende a Sorrento e va dormire all’Hotel Excelsior, nella camera dove, nel 1921, aveva soggiornato Enrico Caruso. Secondo la leggenda, il grande cantante, malato e alla fine della vita, in quell’hotel di Sorrento si era innamorato di una giovane cui insegnava musica. Al cantautore bolognese lo racconta l’allora barista, Angelo Leonelli. Seduto al pianoforte di Caruso, Dalla compone il brano che porta il suo nome, uno dei più amati della storia della canzone italiana. Insieme a lui, quell’estate, c’era la cantautrice e attrice Angela Baraldi, che oggi nel film è la guida a quei giorni magici, insieme ai proprietari dell’Hotel e all’ex concierge. A raccontare l’avventura newyorchese, invece, ci sono Gaetano Curreri e Ricky Portera degli Stadio, il regista di allora Ambrogio Lo Giudice, Paolo Glisenti, fortunato spettatore – come si vede nelle immagini di repertorio – della serata del Village Gate. Un documentario emozionante, con chicche come la struggente interpretazione di ‘Caruso’ fatta dal pianista Danilo Rea, in barca sul golfo, e quella inedita dello stesso Lucio Dalla, sullo stesso sfondo, girata da John Turturro e mai vista al cinema, così come sono inedite le immagini che chiudono il film, girate dal produttore Renzo Cremonini, con Lucio che gioca a calcio. “Siamo diventati matti per trovare l’inedito di Turturro – ha raccontato Veltroni – siamo stati un po’ Indiana Jones anche noi”. Un lavoro di scavo nato da un affetto vero: “Lucio era un fuoco d’artificio con una vena di malinconia, gli ho voluto molto bene e questo – ha sottolineato il regista – è un modo per testimoniare l’affetto e la riconoscenza che abbiamo per questo meraviglioso genio”.
“La nostra amicizia – ha raccontato Angela Baraldi – è nata in musica, una notte di Natale, ci conoscemmo e mi disse ‘tu sei una cantante’. Cercava una voce femminile per una canzone di Ron e dopo 16 ore ero in studio per un provino. Da lì è iniziata un’amicizia divertentissima e piena di musica”. C’è molto di questo nel concerto al Village, dove Dalla con gli Stadio conquista il pubblico del mitico club con brani come ‘Anna e Marco’, ‘La sera dei miracoli’, ‘Cara’. Il concerto ritrovato sarà disponibile per la prima volta anche in un album, “Dallamericaruso – Live at Village Gate, New York 23/03/1986” (Sony Music), dal 20 novembre in digitale e dall’1 dicembre in formato fisico. In copertina una foto sempre inedita, scattata da Ambrogio Lo Giudice durante quell’avventura newyorchese, con Dalla nudo, ritratto di spalle, le braccia spalancate al cielo come ad abbracciare tutta la città. “Lucio – ha raccontato il regista – non aveva alcun senso del pudore, era così, quest’immagine lo rappresenta molto, è l’uomo più libero che abbia mai conosciuto”.
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