(ANSA) – BRUXELLES, 16 NOV – “Piuttosto che riformare la
governance economica Ue senza cambiare veramente passo è meglio
che dal prossimo anno si torni al vecchio Patto di stabilità che
nella pratica non è mai stato completamente applicato. Sarebbe
meglio parlarne a quel punto dopo le prossime elezioni europee
di giugno lasciando anche alla prossima Commissione la
decisione, e chissà che non cambino anche gli equilibri perché
sarebbe ora”. E’ quanto afferma sulla revisione del Patto
l’eurodeputato della Lega Antonio Maria Rinaldi, relatore ombra
sulla riforma alla Commissione problemi economici e monetari del
Parlamento europeo (Econ).
“L’Eurozona è quella che è cresciuta di meno in questi anni,
forse è ora di capire che le vecchie regole erano un problema.
La riforma deve consentire che nel conteggio dei deficit
pubblici si tenga conto anche degli investimenti nella
transizione green e digitale, altrimenti avremo regole
insostenibili”, segnala anche Rinaldi. “Lo stesso Gentiloni ieri
ha avvertito che i Paesi con il deficit oltre il 3% del Pil
aumenteranno a 13 nel 2025. Un problema nel vecchio Patto forse
c’era se quando è arrivata la pandemia la prima cosa che è stata
fatta è stato sospenderle”.
Secondo le attese la Commissione dovrebbe approvare in queste
settimane la propria proposta di posizione negoziale da portare
alla Plenaria dell’Eurocamera (al momento si ipotizza il 4
dicembre), per avviare quindi i negoziati inter-istituzionali
con il Consiglio europeo, se e quando i 27 avranno approvato da
parte loro una proposta legislativa sulla revisione della
governance economica. (ANSA).