Sánchez si trova ora di fronte al compito di formare un nuovo esecutivo che si presume più breve di quello che ha avuto finora, più politico e meglio addestrato a dispiegare una narrazione costruita su due pilastri: lo scontro radicale con l’opposizione, che spera di circondare con un cordone sanitario, e la negoziazione, in nome della “riunione” e della “coesistenza”, con i secessionisti.
La legislatura, è potuta partire solo grazie alla concessione di un’amnistia ai condannati e ai rinviati a giudizio per i fatti legati al referendum sull’indipendenza della Catalogna. Questo mette Sanchez in una posizione scomoda, perchè legato a minoranze che non superano il 6% dei voti, ma che sono riuscite a imporsi approfittando della necessità del leader socialista di contare sulle loro poltrone per rimanere al potere. E nelle strade si respira già un clima di opposizione, con manifestazioni di massa contro l’amnistia, come quelle che si sono svolte in tutta la Spagna domenica scorsa e che si ripeteranno questo sabato nel centro di Madrid.
16/11/2023 Pedro Sanchez riceve la fiducia del parlamento spagnolo
Il nuovo Primo Ministro, fedele alla teoria del “fare di necessità virtù”, ha accettato tutte le condizioni e le richieste avanzate dalle fazioni pro-indipendenza e nazionaliste. Le più onerose dal punto di vista politico, economico e sociale sono quelle poste da Carles Puigdemont, il fuggitivo che Sánchez aveva promesso di riportare in Spagna a condizioni molto diverse da quelle che gli offre ora, con la cancellazione completa, senza passare per i tribunali, dei suoi presunti crimini.
Nei discorsi del nuovo presidente abbondano parole come “dialogo“, “riunione”, “coesistenza”, “pluralismo“, “progressismo”, “progresso” per riferirsi al futuro che si avvia a guidare con i suoi nuovi partner. E per quanto riguarda il passato con lui alla guida del Paese, ha parlato di “conquiste indiscutibili” e solo di “errori involontari”. Tutti i mali, compreso il tentativo di secessione del 2017, li ha attribuiti al PP, che ha accusato di seminare “odio” e “discordia” e che ha insistentemente riunito nel sacco dell'”estrema destra”.
Sánchez intraprende così un nuovo mandato incatenato ai partiti filo-indipendentisti e nazionalisti. Un mandato sul filo del rasoio che deve superare due imminenti stress test: l’approvazione della legge di amnistia di fronte a tutti i ricorsi di incostituzionalità presentati contro di essa, e il bilancio dello Stato che accolga le richieste economiche di tutti i suoi alleati e che preveda anche il ritorno alle regole fiscali già in fase di elaborazione nell’Unione Europea. Infine, un mandato in cui dovrà affrontare il Senato, dove il suo rivale, Feijóo, gode della maggioranza assoluta, 13 delle 17 comunità autonome governate dal Partito Popolare e gran parte della strada che protesta contro i suoi patti.
“Congratulazioni caro Pedro Sanchez per la tua rielezione a primo ministro spagnolo. L’Ue si trova ad affrontare sfide importanti. Non vedo l’ora di lavorare per affrontarli insieme con successo e portare avanti il progetto europeo”. Lo scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
“Complimenti caro Pedro Sanchez per la tua rielezione a primo ministro spagnolo. Non vedo l’ora di continuare il nostro lavoro per rendere l’Ue più forte e adatta alle sfide future”. Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.
“Congratulazioni a Sanchez! Per fortuna possiamo continuare a lavorare fianco a fianco, perchè molte delle sfide del mondo le affrontiamo da un punto di vista molto simile. Auspico una stretta collaborazione tra Germania e Spagna e in Europa”. Lo scrive il cancelliere tedesco Olaf Scholz.
“Adelante, Pedro! Buon lavoro a Pedro Sanchez, rieletto premier a maggioranza assoluta. Una buona notizia per la Spagna e per l’Europa”. È il commento della segretaria del Pd, Elly Schlein.
“Congratulazioni e buon lavoro a Pedro Sanchez, eletto nuovamente primo ministro spagnolo. Giustizia sociale, transizione ecologica, dignita’ del lavoro: per un’Europa solidale e progressista che guarda con fiducia al futuro” scriva Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle.
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