“Dopo i gravi fatti del 20 settembre
scorso a Sairano, in provincia di Pavia, con l’uccisione dei 9
maiali del rifugio Progetto Cuori Liberi, venuti a contatto con
il virus della peste suina africana, ma che stavano bene, e
l’aggressione da parte delle forze dell’ordine alle decine di
attivisti e attiviste accorsi sul luogo, gli animalisti tornano
in piazza a Roma domani, sabato 18 novembre, con il secondo
corteo nazionale Giù le mani dai Santuari per chiedere
l’approvazione di protocolli diversi per i rifugi, che non
prevedano l’uccisione degli animali in caso di emergenza
sanitaria”. Lo si apprende da una nota.
Il concentramento è previsto in piazzale Ostiense alle ore
14.
“Non ci arrendiamo, saremo a Roma per ottenere una società
giusta, equa e sostenibile – dichiara Sara d’Angelo, portavoce
della Rete dei santuari – . Il 7 ottobre a Milano oltre 10mila
persone hanno marciato perché quanto avvenuto a Sairano non
avvenga mai più e per chiedere a gran voce protocolli specifici
per gli animali ospitati nei rifugi. Esiste un precedente di
protocollo specifico per animali da affezione e gli animali
ospitati nei rifugi di fatto lo sono. Il governo italiano deve
garantirci delle tutele e riconoscere nei fatti, e non solo
sulla carta, che i santuari NON sono allevamenti e che svolgono,
bensì, una funzione sociale diametralmente opposta: dare
rifugio, cura e ospitalità ad animali salvati da un destino di
macellazione e sfruttamento. I santuari sono già riconosciuti in
questo senso nel decreto ministeriale del marzo scorso: ora
urgono misure attuative per rendere questo riconoscimento
realtà”. Last Chance for Animals, inoltre, coadiuvata dalla
rete dei santuari, ha deciso di denunciate i responsabili dei
gravi maltrattamenti, documentati e mostrati a Report, inflitti
a migliaia di maiali abbattuti negli allevamenti a causa della
psa. Lunedì 20 novembre la protesta promossa dalla Rete dei
santuari di animali liberi proseguirà con un presidio davanti al
Ministero della Salute, in piazza Castellani, dalle ore 9″.
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