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Sette ore di Camera di Consiglio. E poi la sentenza. Che non cambia il primo grado. Giacomo Bozzoli è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio dello zio Mario, l’imprenditore di Marcheno, nel Bresciano, svanito nel nulla l’8 ottobre 2015. Ucciso nel forno della sua fonderia secondo gli inquirenti. L’accusa aveva chiesto la conferma all’ergastolo, mentre la difesa l’assoluzione.

Il battibecco in aula tra accusa e difesa

 “Ci sono undici proiettori – tanti quanti gli elementi ritenuti forti – che illuminano Giacomo Bozzoli come unico responsabile dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere dello zio Mario Bozzoli”, ha sostenuto il sostituto procuratore generale d’udienza Domenico Chiaro nel corso delle repliche nel processo d’appello. “Non ci sono prove su che fine abbia fatto Mario Bozzoli. Prima di chiedere la condanna all’ergastolo per una persona bisognerebbe portare una prova per dire come e dove è stato ucciso il povero Mario Bozzoli”, la tesi dell’avvocato della difesa Luigi Frattini che ha avuto anche un battibecco con i colleghi di parte civile. “Vorrei sapere quali sono gli indizi precisi, molteplici e concordanti, come prevede la legge, in grado di dire che Giacomo Bozzoli è responsabile. La fumata del forno? Non c’è prova che un corpo sia finito là dentro”. Per dimostrare lo scioglimento del cadavere nel forno è stato usato anche un maiale.

 

La difesa di Giacomo Bozzoli: “Giuro che non ho ucciso lo zio”

 Anche oggi, 17 novembre, l’imputato prima della sentenza si è dichiarato innocente. “Io – ha detto Giacomo Bozzoli – non ho fatto nulla”. “Capisco il dolore della famiglia di mio zio Mario. Volevo dirvi del grande dolore e del grande tormento che provo da anni per essere stato dapprima imputato e poi condannato all’ergastolo per un fatto che non ho commesso. Due mesi prima della sparizione di mio zio Mario ho vissuto il momento più bello della mia vita perché era nato mio figlio. Capisco il dolore della famiglia di mio zio Mario ma giuro su quanto ho di più caro al mondo che non ho fatto nulla”. Giacomo Bozzoli ha così parlato ai giudici della Corte d’Assise d’appello di Brescia entrassero in camera di consiglio per la sentenza. 

 

Alla lettura della sentenza Giacomo Bozzoli non c’era

 In serata non si è presentato in aula per la lettura della sentenza. E’ stata la prima assenza in quasi tre anni di processo tra primo e secondo grado. I giudici sono entrati in aula alle 18:28. Pochi minuti per confermare l’ergastolo. 

 

La moglie e il figlio della vittima: “Siamo soddisfatti”

 “Siamo soddisfatti. Noi vogliamo la verità e la Corte si è espressa in tal senso. Andiamo avanti” il commento a caldo di Irene Zubani, la vedova di Mario Bozzoli. “Sono contento per papà” si è sfogato Giuseppe, uno dei due figli dell’imprenditore ucciso. Frastornato invece Adelio, padre dell’imputato condannato al fine pena mai e fratello della vittima. “Lo hanno condannato poverino. Non so cosa dire. Non sto bene”, si lascia sfuggire sostenuto dai suoi legali che non commentano. Parlano invece i legali di parte civile. “La camera d’attesa lunga ha un significato: la decisione è stata ponderata ed è giusto così. Ora la difesa ricorrerà legittimamente in Cassazione ma per loro la strada si fa sempre più in salita”.

 

La sentenza al processo di primo grado: ergastolo

 “Giacomo è un violento e prevaricatore. Odiava lo zio e voleva ucciderlo, pianificava la sua morte da anni nei minimi dettagli e per noi Mario Bozzoli è stato ucciso oltre ogni ragionevole dubbio dal nipote Giacomo Bozzoli nel forno della fonderia”, questa le tesi portata avanti con successo dai pubblici ministeri Silvio Bonfigli e Marco Martani nel processo di primo grado il cui esito è stato ora confermato in appello.

Leggi anche: il supertestimone contro Giacomo Bozzoli

Il nipote ha distrutto il cadavere dello zio Mario adagiandolo, anche avvalendosi della collaborazione di terze persone, sulla superficie di un bagno di metallo fuso nel forno grande della fonderia Bozzoli srl sino a ottenerne la carbonizzazione e l’incenerimento, ovvero trasportandolo fuori dallo stabilimento della Bozzoli srl e facendone perdere definitivamente le tracce.

 

Il giallo dell’operaio suicida

 Secondo gli inquirenti nella vicenda era coinvolto anche Giuseppe Ghirardini, l’addetto ai forni che sparì sei giorni dopo il suo datore di lavoro e che venne trovato senza vita in Vallecamonica con un’esca al cianuro nello stomaco. I pm lo avevano definito “un suicidio parlante” nonostante non fossero stati ritrovati biglietti. “Ghirardini non avrebbe retto al rimorso, al peso e alla paura per quello che ha fatto, cioè avere aiutato Giacomo a uccidere Mario”. Era l’anello debole che avrebbe parlato, una tesi dell’accusa che ha retto anche nel secondo grado di giudizio.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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