Un’astensione dal lavoro che ha portato a un muro contro muro tra il governo e i sindacati. Il Mit ha precettato la categoria del trasporto pubblico riducendo la mobilitazione a 4 ore, dalle 9 alle 13, mentre gli altri comparti coinvolti, dalla pubblica amministrazione alla scuola passando per la sanità, si fermano per otto ore.
La Commissione di Garanzia sullo Sciopero ha decretato che non ci sono i requisiti per uno sciopero generale e ha inviato alle Commissioni riunite Lavoro e Trasporti della Camera un’ampia documentazione nella quale viene ribadita la sua posizione. Cgil e Uil hanno annunciato che presenteranno ricorso contro la precettazione.
“Tutte le piazze sono state strapiene come non si vedeva da anni. Penso che questa giornata sia la risposta più bella, più intelligente, più ferma che potevamo dare a chi ha pensato di mettere in discussione il diritto di sciopero: questo è un vero e proprio attacco alla democrazia“, ha esordito il leader della Cgil, Maurizio Landini, dal palco di Piazza del Popolo.
“In questo modo il governo sta portando a sbattere il Paese e noi non lo permetteremo”, ha attaccato Landini. “Questa piazza è una risposta di democrazia a chi fa il bullo istituzionale. Bisogna avere rispetto dei lavoratori”, ha tuonato il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri.
Immediata la replica del vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. “Sono soddisfatto, perché i cittadini che intendono partecipare allo sciopero lo stanno facendo e abbiamo salvaguardato i diritti di milioni di italiani che in questo venerdì hanno il diritto di lavorare e viaggiare”, ha sottolineato in una nota. Mentre la premier Giorgia Meloni da Zagabria, dopo l’incontro con il premier croato, ha chiarito che il governo sulla vicenda dello sciopero ha avuto “un ruolo marginale”. Nel merito, ha osservato Meloni, “posso dire poco perché lo sciopero generale è stato lanciato contro la manovra praticamente in estate quando io neanche avevo cominciato a pensarla”.
Secondo le rilevazioni sindacali del campione delle regioni del Centro Italia oltre sette lavoratori su dieci hanno incrociato le braccia. E secondo Filt Cgil e Uiltrasporti, altissime adesioni nei trasporti con punte del 100% in alcuni settori come i porti e fino all’80% nella logistica. Alte anche le adesioni, nei settori sottoposti all’ordinanza di precettazione, come il trasporto pubblico locale e ferroviario dove l’adesione media è del 70%.
Una piazza rossa e blu, i colori della Cgil e della Uil, con tante bandiere e palloncini. Queste le immagini da una Piazza del Popolo a Roma quasi piena con i militanti, quasi tutti con i giubbini colorati della propria sigla sindacale, arrivati da tutta Italia.
C’è anche un ‘cimitero’ dedicato ai morti sul lavoro in piazza del Popolo: decine di croci di legno bianco, e sotto ogni croce un elmetto da lavoro, rosso o blu, e due rose, sempre rosso e blu. I due colori che caratterizzano Cgil e Uil che hanno organizzato questa manifestazione contro la legge di Bilancio e contro le scelte del governo
In piazza un ‘cimitero’ per i morti sul lavoro
Questo il nome con cui Landini ha ribattezzato uno dei luoghi più suggestivi di Roma nel suo intervento conclusivo della prima giornata di mobilitazione proclamata insieme alla Uil. “Davvero una bellissima piazza. Questa oggi non è semplicemente una piazza del Popolo strapiena, questa è la piazza del popolo lavoratore, di chi tiene in piedi questo Paese, di chi paga le tasse, di chi con il proprio lavoro fa funzionare questo Paese”, ha detto dal palco.
Noi non possiamo e non ci vogliamo fermare fino a che non otterremo risultati. Scioperiamo perché non vogliamo che il Paese sia portato allo sbando dal governo. Noi difendiamo la nazione, l’interesse generale”
“C’è un attacco a 360 gradi. Chi vuole cambiare la Costituzione – ha osservato ancora Landini – è chi non ha contributo a costruirla. Anziché cambiarla, devono applicarla. Non permetteremo a nessuno di ridurre gli spazi della democrazia”. Secondo il segretario generale della Cgil, la manovra “contiene porcherie” e “non una delle promesse che hanno fatto è stata rispettata”.
Landini ha anche sottolineato l’importanza della presenza in piazza degli studenti uniti nella lotta insieme ai lavoratori “perché il diritto allo studio è un diritto che deve essere garantito a tutti e non solo ai figli dei ricchi”. E ha quindi chiesto di rinnovare i contratti perché, ha detto, “abbiamo più di 10 milioni tra lavoratori pubblici e privati che sono senza contratto da anni“.
Dopo aver annunciato che il 10 dicembre si terrà una straordinaria Marcia Perugia-Assisi “per la pace, per chiedere il cessate il fuoco” in Medio Oriente, Landini ha chiuso la manifestazione romana ricordando che “il primo grande sciopero che ha aperto una stagione nuova in Italia è stato nel 1943, in piena guerra e dittatura, quando i lavoratori scesero in piazza contro la guerra e per la libertà. Ed è iniziata da li’ la battaglia che ha sconfitto il nazismo e il fascismo”.
“Salvini guarda questa piazza, studiala bene, porta rispetta per chi sta qui e paga con una giornata di lavoro, ha scelto di essere qui per chiedere risposte. Chi sta qui non fa weekend lunghi, molto di loro lavorano sabato e domeniche. C’è gente che lavora quando tu fai il fine settimana”, ha detto Bombardieri dal palco. Se volete sindacati silenziosi avete sbagliato indirizzo: le persone che stanno qui non si piegano e non hanno paura”, ha aggiunto.
Il leader della Uil ha parlato quindi di sicurezza: “Quante persone devono morire prima che la vostra coscienza vi imponga di intervenire? Non avete previsto nulla per la sicurezza, dopo tante riunioni e tanti tavoli, il risultato è zero decisioni. Noi invece lavoriamo per zero morti sul lavoro“.
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