Sedi di partito imbrattate, una a
Torino e una ad Asti solo negli ultimi tre giorni, scritte sui
muri e attacchi personali sui social, con meme che comprendono
svastiche, insulti e accenni alla “dittatura nazi-comunista”. A
denunciare la situazione è Paolo Furia, della direzione
nazionale Pd, direttamente colpito dagli attacchi social legati
ai no vax, in particolare, spiega, “al gruppo Vivi”.
“Esiste un canale Telegram – dice Furia – in cui gli ‘eroi
imbrattatori’ di beni pubblici e privati condividono tra loro
questo genere di meme, riportano le nostre prese di posizione,
prendono di mira chi reagisce. Giocano, insomma, a fare V per
Vendetta”, aggiunge con un riferimento al titolo dell’omonimo
film.
L’esponente Dem piemontese annuncia di avere “segnalato il
canale Telegram invitando la app a consegnare tutti gli atti di
questo canale alla Digos, che sta già indagando sull’attacco
alle sedi del Pd di Asti e di via Oropa, a Torino, e ora
valuterò la denuncia penale per diffamazione, perché la vignetta
che mi hanno dedicato non è un meme simpatico e neppure una
critica politica pur aspra”.
Furia si rivolge poi al governo, al quale dice che “invece di
autorizzare le forze dell’ordine a entrare in università,
perseguire chi si fa uno spinello, aggravare leggi già severe
sull’alcol alla guida, perseguire le donne rom incinte, dovrebbe
difendere i cittadini sui social attraverso forme più efficaci
di tutela”.
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