Giulia uccisa da Filippo con più di 20 coltellate
Sono più di 20 le coltellate inferte da Filippo Turetta che hanno ucciso Giulia Cecchettin. Secondo quanto apprende l’agenzia LaPresse, il medico legale di turno ieri, che ha effettuato l’ispezione cadaverica sul corpo della 22enne, ne ha repertate diverse su varie parti del corpo, sparse fra la testa e il collo, dove si ipotizza possa essere stata sferrata una di quelle rivelatesi mortali. Solo in sede di autopsia, prevista già da domani, potrà essere stabilito con certezza quanti sono stati i fendenti inferti dalla mano del presunto assassino e, si potrà circoscrivere l’ora della morte. Questo elemento sarà fondamentale per stabilire la competenza territoriale della procura e del tribunale dove si incardinerà il processo per omicidio nei confronti di Filippo Turetta.
Tajani: “Borse studio ministero Esteri dedicate a Giulia”
“Ho deciso di dedicare a Giulia una serie di borse di studio agli studenti stranieri che vengono a studiare in Italia e sognano quello che sognava Giulia”. Così il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando al meeting di Forza Italia a Taormina e chiedendo alla platea che lo ascolta di rimanere in piedi.
Nordio a manifestazione di Treviso in memoria di Giulia
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha preso parte alla manifestazione-flash mob organizzata stamani in piazza dei Signori, a Treviso. Su una sedia di colore rosso messa al centro della piazza, molte persone hanno deposto un fiore dicendo “Io sono Giulia”. Anche Nordio si è messo in fila, appoggiando il fiore e ripetendo la frase “Io sono Giulia”
Auto Turetta era a lato strada con luci spente
Stando alle prime informazioni che giungono dalla Germania, Filippo Turetta è stato fermato dalla polizia mentre si trovava a lato della strada a luci spente. Secondo il codice della strada tedesca sostare a luci spente è una violazione. Filippo Turetta che questa mattina dopo sette giorni di fuga tra Friuli, Bellunese, Alto Adige e Austria, è stato arrestato dalla polizia tedesca sull’autostrada A9 nei pressi della cittadina tedesca di Bad Duerrenberg in Sassonia-Anhalt.
A Treviso il flash-mob per Giulia: deposti fiori su sedie rosse
Ministra Bernini: “Giulia avrà la sua laurea in Ingegneria, è già dottore”
“Ho impressa l’immagine di Giulia attaccata all’albero con i suoi pupazzetti. Non è che Giulia riceverà una laurea, Giulia riceverà la sua laurea in ingegneria, perché le mancava solo la discussione della tesi. E’ già dottore, manca solo la formalità. Le hanno tolto tutto il resto: la vita e il diritto di amare”. Lo ha annunciato la ministra dell’Università, Annamaria Bernini, intervenendo al meeting di Forza Italia in corso a Taormina.
Femminicidio di Giulia Cecchettin
Il legale della famiglia Cecchettin: “Oggi la notizia che ci aspettavamo”
“Abbiamo avuto stamattina la notizia che ci aspettavamo, siamo in un momento particolare. Il nostro ringraziamento va alle forze dell’ordine, all’Arma e alle Procure che hanno consentito di chiudere questo cerchio. E’ stata una settimana pesantissima ma c’è una gran parte d’Italia che ci è stata vicina. Adesso inizierà l’iter processuale, e faremo in modo che ci sia l’accertamento della verità”. Lo ha detto ai giornalisti il legale della famiglia Cecchettin, Stefano Tigani, uscendo dalla loro abitazione a Vigonovo (Venezia). “Sono sempre stato prudente – ha aggiunto Tigani – sulla questione della premeditazione, solo l’accertamento tecnico processuale lo potrà dire. Abbiamo almeno riportato Giulia a casa, purtroppo senza vita, e una persona è stata arrestata. Quantomeno qualcosa abbiamo”. Tigani ha precisato di dire “solo quel che penso io, poi ci sarà un momento in cui i genitori di Giulia trasmetteranno quel che provano”.
Fiori e messaggi davanti a casa Giulia, ‘sei la figlia di tutti’
La famiglia di Giulia non ha sentito i genitori di Filippo
“La famiglia di Giulia è raccolta nel dolore e non ha parlato con i genitori di Filippo”. Lo ha fatto sapere ai giornalisti l’avvocato della famiglia Cecchettin, Stefano Tigani che ha sottolineato di aver “sentito ieri il collega che ha portato il cordoglio della famiglia di Filippo. Poi non ci siamo più sentiti”.
Il bosco lungo la strada, le transenne e quell’involucro sporco di sangue: dove hanno trovato Giulia
Bonaccini: “La politica si unisca e la società si mobiliti”
“La tragedia di Giulia Cecchettin è l’ennesimo pugno allo stomaco per l’intera società. Penso che davanti a questo la politica debba unirsi: non nella retorica ma nell’azione concreta e a tutti i livelli, dal Parlamento al più piccolo dei Comuni. E penso che la società debba mobilitarsi, in ogni piazza, scuola, luogo di lavoro o di svago. Perché la questione riguarda tutti noi, nessuno escluso”. Lo dice Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e del Pd. “Con ogni evidenza – dice – non si sta facendo abbastanza né come istituzioni né come società per estirpare la violenza maschile sulle donne. E per aiutare le donne che chiedono ascolto, aiuto, protezione, sostegno. La forza di denunciare può esserci solo lì dove si ha certezza di essere protette e accolte, non certo ignorate e colpevolizzate. E questo ha a che fare anche con tutti noi: adulti che educano figli tramandando quel retaggio di maschilismo e patriarcato che infetta i rapporti tra le persone”.
Lo schermo sulla facciata del Palazzo regione Liguria dedicato a Giulia
Questa sera lo schermo sulla facciata del palazzo della Regione Liguria in piazza De Ferrari sarà dedicato a Giulia Cecchettin. “Quella di Giulia è una morte assurda e inaccettabile – commentano il presidente Giovanni Toti e l’assessore alle Pari Opportunità di Regione Liguria Simona Ferro – Vogliamo essere vicini e stringerci attorno alla famiglia colpita da questo lutto, e vogliamo farlo lanciando un messaggio a tutta la cittadinanza, in questo momento in particolare: sabato prossimo infatti sarà il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Purtroppo la tragica morte di Giulia Cecchettin dimostra, ancora una volta, quanto il tema della violenza di genere sia purtroppo ancora terribilmente attuale. Il nostro obiettivo è continuare, giorno dopo giorno, a mantenere alta l’attenzione e sensibilizzare sul tema”.
La sorella di Giulia sui social: “Io non starò mai zitta”
Elena Cecchettin da una sua storia Instagram: “Io non starò mai zitta. Non mi farete mai tacere”
Tajani: “Come uomo chiedo scusa a tutte le donne”
“Questa vicenda deve farci riflettere sulla questione dei femminicidi. Tra pochi giorni sarà la giornata dedicata alla lotta alla violenza sulle donne e noi illumineremo la Farnesina di arancione per dare un segnale di attenzione, ancora di più dopo quello che è accaduto in Veneto”. Lo ha detto Antonio Tajani, a Taormina, parlando dell’omicidio di Giulia Cecchettin. “Noi abbiamo lavorato tanto – dice Tajani – Ci siamo impegnati sia al Governo che in Parlamento per avere delle norme che finalmente blocchino questa mattanza di donne vittime innocenti delle follia degli uomini. Come uomo chiedo scusa a tutte le donne, a cominciare da mia moglie e da mia figlia per quello che fanno gli uomini. Bisogna cominciare a fare capire anche alle famiglie che non ci sono persone di serie A e di serie B”. E ricorda quando inflisse da Presidente del Parlamento europeo “una pena dura” a un deputato europeo che aveva detto che le donne “sono esseri inferiori”. “Bisogna dare dei messaggi perché quando un bimbo cresce non può pensare di essere superiore alla sorella, anche noi genitori dobbiamo essere un po’ più attenti quando i ragazzi quando i ragazzi sul cellulare”.
Jageer, il flat coated retriever che ha trovato il corpo
È stato Jageer, un flat coated retriever, a permettere di risolvere il giallo della scomparsa di Giulia Cecchettin. È un cane di 4 anni in forza ai cinofili della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia. Il suo ruolo è stato fondamentale: da due giorni l’area era sorvolata dall’elicottero dei Vigili del fuoco, ma il corpo della studentessa era nascosto da una grande roccia che ne impediva l’individuazione anche dalla carreggiata stradale. Ieri mattina erano stati alzati in volo anche i droni. Dove non è arrivata la tecnologia, ci ha pensato il fiuto di Jageer: quando il conduttore si trovava nel fitto del bosco, l’animale ha avvertito la presenza di Giulia e ha condotto il padrone fin sotto il piano stradale. A quel punto è stata avvistata la ragazza e il volontario della Protezione civile ha dato l’allarme via radio, senza avvicinarsi per non inquinare la scena del crimine.
Fiori e messaggi davanti a casa Giulia: “Sei la figlia di tutti”
Il paese di Vigonovo è stamani davanti alla casa della famiglia Cecchettin, dove abitava Giulia, la 22enne uccisa dal coetaneo Filippo Turetta. Tutto è controllato da due pattuglie di carabinieri, mentre i giornalisti attendono un’eventuale uscita di qualche familiare. Davanti al cancello tantissimi fiori, portati da bambini che si fanno il segno della croce. Tanti messaggi scritti, tra cui spicca un “Giulia riposa in pace tra le braccia della tua mamma, sei la figlia di tutti noi. Un abbraccio a tuo papà”.
Le tappe della fuga di Turetta
La Grande Punto nera dopo l’aggressione a Giulia ripresa dalle telecamere di un’azienda, la ‘Dior’ di Fosso’ in provincia di Venezia , in quella notte è stata rilevata altri punti, a Zero Branco, ad Aviano (via Monte Cavallo che conduce a Piancavallo), ad Arcola e all’uscita delle gallerie del Vajont. L’autovettura è stata vista in Val Zoldana, è transitata domenica mattina alle ore 7,22 a Forno di Zoldo. In mattinata, alle ore 9,07, c’è un’immagine a Ospitale nella zona di Cortina d’Ampezzo. I successivi rilevamenti, a Lienz in Austria, ma anche in Carinzia nella zona di Villach. Stamattina l’arresto in Germania nei pressi di Lipsia.
Le procedure in Germania, poi Turetta estradato in Italia
Bisognerà attendere i tempi tecnici previsti dalle procedure – in genere qualche settimana – per l’estradizione in Italia di Filippo Turetta, il giovane accusato dell’omicidio di Giulia Cecchettin, fermato in Germania in esecuzione del mandato d’arresto europeo firmato dalla procura di Venezia. La Germania dovrà adottare la decisione finale sull’esecuzione del mandato entro 60 giorni dall’arresto. Se Turetta acconsente alla consegna, la decisione è presa entro 10giorni. Il ricercato, prevedono le norme, deve essere consegnato il più rapidamente possibile a una data convenuta tra le autorità incaricate, al massimo entro 10 giorni dalla decisione finale relativa all’esecuzione del mandato d’arresto europeo. Al giovane viene ora notificato il mandato d’arresto da parte delle autorità tedesche; sarà quindi portato davanti a un giudice di quel Paese per la procedura di validazione. Turetta ha diritto ad avere un legale, un interprete ed il gratuito patrocinio. Esaurito l’iter in Germania, sarà consegnato alle autorità italiane, attraverso lo Scip, il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, che opera presso la Direzione centrale della Polizia criminale. Gli agenti andranno in Germania a prendere il giovane e lo porteranno in Italia, ingegnere con un volo diretto a Fiumicino dove sarà eseguito l’ordine di custodia cautelare in carcere
Tajani: “Il ragazzo arrestato sarà in Italia in pochi giorni”
Grazie all’arresto europeo il ragazzo potrà essere affidato in pochi giorni alle forze dell’ordine e alla giustizia italiana per subire un giusto processo”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del meeting di Forza Italia in corso a Taormina. L’arresto è avvenuto “grazie al lavoro di coordinamento tra le nostre forze dell’ordine e quelle tedesche”, aggiunge Tajani.
Zaia a Rainews24: “Non sia derubricato a ennesimo femminicidio”
“Un abbraccio a questa famiglia. Abbiamo vissuto una settimana di speranza che si è tradotta in orrore. Non so neanche se definire” l’arresto di Turetta “una bella notizia, ci interroghiamo su quello che è accaduto, io personalmente non credo ai raptus”. Lo ha affermato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, collegato con Rainews24. Zaia ha confermato che il Veneto si fermerà per lutto nel giorno dei funerali di Giulia Cecchettin. “Io penso che nella giornata dei funerali sia giusto che nelle scuole si parli dei femminicidi” ma faccio “un appello anche a genitori e amici e a tutti coloro che identificano condizioni di ossessività. Controllo estremo, perché l’educazione a scuola non basta”, serve intervenire sulla famiglia. L’omicidio di Giulia, ha concluso il governatore veneto, “non può essere derubricato come l’ennesimo caso di femminicidio e lasciato così”.
Tajani: “Dovremmo dare laurea honoris causa a Giulia”
“Questa drammatica vicenda che ha colpito tutti noi per l’efferatezza dell’omicidio si conclude tragicamente per una ragazza che si stava per laureare. Io credo che dovremmo darle una laurea honoris causa”. Così il ministro degli Esteri e vice premier Antonio Tajani, a margine del meeting di Forza Italia a Taormina.
Filippo arrestato in auto vicino Lipsia
È stato arrestato vicino Lipsia Filippo Turetta, il 22enne accusato dell’omicidio di Giulia Cecchettin. Turetta, secondo quanto si apprende, è stato bloccato in auto sull’autostrada A9 all’altezza della cittadina di Bad Dürremberg e si trova ora in un ufficio della polizia tedesca.
Zaia: “Lutto regionale nel giorno funerali Giulia”
“Ho dato disposizioni perché nel giorno delle esequie di Giulia sia dichiarato il lutto regionale. Avremo tutte le bandiere delle istituzioni a mezz’asta e l’intero Veneto si stringerà in un abbraccio alla famiglia, gli amici di Giulia, a tutti coloro che le hanno voluto bene. Il dolore e lo sgomento coinvolgono, in queste giornate, l’intera comunità veneta: ci si interroga sui perché di una vita spezzata senza senso, sull’oltraggio a una ragazza che era simbolo per il proprio impegno nella vita e per il suo sorriso gentile, che abbiamo imparato a conoscere anche dai racconti di chi più le era vicino”. Lo rende noto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, all’indomani del ritrovamento del corpo senza vita di Giulia Cecchettin. “Dopo questi giorni di frenetiche ricerche, di speranze, di dolore la dichiarazione del lutto regionale vogliamo diventi anche, nel ricordo di Giulia, un segnale estremamente determinato contro la violenza sulle donne”
Giulia era già morta prima di essere abbandonata
Giulia era già morta quando è stata lanciata nella scarpata della Val Caltea, a Barcis, dopo essere stata scaricata dall’auto di Filippo. Ne sono convinti gli investigatori sulla scorta di quanto ha riferito loro il medico legale Antonello Cirnelli che ha svolto l’ispezione esterna della salma per conto della Procura di Pordenone. Come apprende l’Ansa, le coltellate alla testa e al collo erano svariate e molto profonde, inferte con grande violenza. Appare dunque impossibile che la ragazza fosse ancora viva, molte ore dopo,quando l’ex fidanzato ha scaricato il corpo in un canalone, a centinaia di chilometri dal luogo dell’aggressione.
Filippo, sul computer ricerche per kit di sopravvivenza
Ricerche su kit per la sopravvivenza in alta quota sarebbero emerse analizzando la cronologia del computer di Filippo Turetta, il 22enne accusato dell’omicidio di Giulia Cecchettin. Lo scrive oggi il Corriere della Sera. Dagli accertamenti effettuati sul pc, inoltre, vi sarebbe una ricerca su itinerari nel versante tirolese meridionale dell’Austria. Tra il materiale sequestrato a casa di Turetta c’è anche del nastro adesivo, per capire se si tratti dello stesso materiale che figura tra i reperti trovati nel parcheggio della ditta “Dior” a Fossò, teatro della lite violenta con Giulia registrata dalle telecamere di sorveglianza.
È stato quel bravo ragazzo
Legale Turetta, giudice tedesco deciderà su rientro in Italia
Filippo Turetta è stato arrestato in Germania “mentre era in auto. Ora sarà il giudice tedesco a decidere tempi e modi del suo rientro in Italia”. Lo dice a LaPresse Emanuele Compagno, il legale del 22enne accusato di aver ucciso Giulia Cecchettin. Il legale aggiunge di “aver avvisato i genitori”.
Filippo Turetta fermato in Germania
Filippo Turetta è stato fermato questa mattina in Germania. Lo dice all’Ansa l’avvocato del giovane, Emanuele Compagno, che ne ha avuto conferma poco fa, ed ha informato i genitori.
La ricostruzione della fuga