Un minuto di silenzio, un pensiero
e un acero giapponese – dalle caratteristiche foglie rosse – a
Valenza (Alessandria) per Giulia Cecchettin, la giovane di
Vigonovo (Venezia) trovata assassinata sulle montagne vicino a
Pordenone.
Dalla città valenzana un commosso ricordo a tutte le vittime
di femminicidio e, in particolare, a Giulia, “sperando sia
l’ultima – commenta Jonathan Calcagno dell’associazione locale
Schierarsi – anche se purtroppo così non sarà”.
A ‘Le Oche Dog Park’ è avvenuta la simbolica piantumazione.
Il 21 novembre è la Giornata nazionale dell’albero ma,
soprattutto, il 25 quella internazionale per l’eliminazione
della violenza contro le donne: due occasioni sulle quali, con
questo gesto, si chiede di riflettere.
“Vogliamo dare una responsabilità in più a questo albero –
prosegue Calcagno -. Vogliamo sia un doppio monito: per la
salvaguardia dell’ambiente e per non abbassare mai la guardia su
un tema come il femminicidio. Un albero solo, di certo, non può
cambiare le sorti della natura e fermare le violenze. Però ogni
viaggio inizia da un singolo passo verso la direzione che
vogliamo intraprendere: fermare due gravi cancri”. E Valenza non
può dimenticare l’omicidio, il 24 gennaio 2020, della 40enne
Ambra Pregnolato, massacrata a martellate dall’amante Michele
Venturelli. Anche lui, come Filippo Turetta, non accettava la
decisione della donna di mettere fine alla loro relazione.
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