PANTAGRUEL-FRANCO BATTIATO (LA NAVE
DI TESEO, PP. 368, 24 EURO), A CURA DI ELISABETTA SGARBI E DI
EUGENIO LIO. È tutto dedicato a Franco Battiato il secondo
numero della rivista letteraria ‘Pantagruel’, diretta da
Elisabetta Sgarbi, che comprende anche un testo inedito, ‘C’è
quello che c’è’, del grande artista, cantautore e compositore
siciliano, morto il 18 maggio 2021. Il testo è una riflessione
esistenziale sulle passioni, la letteratura, la poesia, la
filosofia, il rapporto con la meditazione e l’astrologia.
“Ho imparato tecniche per dominare l’inganno della mente. Non
respingere, non scappare, non bisogna avere paura del dolore. Se
tu guardi la tua sofferenza, essa svanisce. Sembra difficile da
accettare, ma è proprio così. La devi guardare con attenzione,
naturalmente. In realtà non c’è il giusto, non c’è lo sbagliato:
c’è quello che c’è” affermava
Franco Battiato.
In libreria dal 12 dicembre per La Nave di Teseo,
Pantagruel-Franco Battiato, a cura della Sgarbi e di Eugenio
Lio, arriva dopo il successo del numero d’esordio della rivista
ed ospita interventi e riflessioni di personaggi del mondo
culturale, amici ma anche persone che non hanno mai frequentato
Battiato. Tra i testi quelli di Fulvio Abbate, Mario Andreose,
Angelo Branduardi, Pietrangelo Buttafuoco, Roberto Cacciapaglia,
Giordano Casiraghi, Marco ‘Morgan’ Castoldi, Michel Faber,
Alessio Forgione, Enrico Ghezzi, Alessandro Gnocchi, Antonio
Gnoli,Giordano Bruno Guerri, Igort, Vincenzo Latronico, Mario
Martone, Melania G. Mazzucco, Stefano Senardi e Vittorio
Sgarbi.
“Assaliti dalla notizia che Franco non sarebbe più stato con noi
e presi da un senso di impotenza e rabbia, ci siamo chiesti che
fare. Nulla si poteva fare, nulla c’era da fare, naturalmente.
Questo numero di Pantagruel nasce in quelle ore e cela appena il
senso di una cosmica impotenza, sotto le spoglie di un preteso
omaggio. Omaggio di cui Franco non ha certo bisogno, e che serve
– come ogni omaggio post mortem – più a chi lo fa che a chi ne è
oggetto” scrivono Sgarbi e Lio nell’introduzione.
“Pantagruel. Franco Battiato – secondo numero di una rivista
aperiodica che fiorisce sulle radici di Panta – nasce in questo
vortice, per tentare di stare nell’occhio del ciclone, in uno
stato di calma apparente. Forse a questo servono i libri, a
stare, per qualche istante, nell’occhio del ciclone,
sottraendoci per qualche centimetro alla tempesta, che
imperversa un poʼ più in là. Abbiamo chiesto una testimonianza
ad amici di Franco Battiato, ma anche a persone che Franco
Battiato non lo hanno mai frequentato, cercando di uscire il più
possibile dal mondo della musica, dove forse era più facile (ma
non è detto) trovare riscontri. L’auspicio – almeno nelle
intenzioni – era quello di cogliere in che punto, e come, l’arte
di Franco Battiato avesse toccato la vita di un altro artista e,
magari, l’avesse cambiata, per sempre” spiegano i curatori.
“Così era nelle nostre intenzioni. Poi la vita si è occupata di
tessere trame per sabotare le intenzioni, che in parte rimangono
rispettate e in parte si arricchiscono, contraddicendosi. Ma una
rivista vive anche di queste contraddizioni e, anzi, è giusto
che le assecondi” sottolineano Elisabetta Sgarbi e Eugenio Lio.
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