“La fase procedurale per il
risarcimento si concluderà entro il prossimo anno. Per i parenti
delle vittime si parla di somme cospicue, ovvero fino a 15
milioni di euro”. L’ annuncio è arrivato dall’avvocato, Lucio
Olivieri, a margine del convegno per le celebrazioni degli 80
anni dalla strage di Limmari che si è svolto a Roccaraso.
Non solo un escursus storico alla presenza dell’avvocato,
Lando Sciuba e del presidente emerito dell’Accademia della
Crusca, Francesco Sabatino, ma anche un approfondimento
giuridico sulla vicenda. Per chiudere la filiera istituzionale
ci vorrà ancora un anno.
“Il Comune di Roccaraso non può ancora fregiarsi di una
sentenza passata in giudicato perchè la Corte di Cassazione si è
pronunciata il mese scorso e il giudizio ritorna alla Corte
d’Appello affinchè provveda alla determinazione dei danni
complessivi spettanti alle vittime. Resta il risarcimento di un
milione e 600 mila euro per il Comune di Roccaraso. Risorse
importanti che vanno a beneficio della comunità e si
aggiungeranno ai risarcimenti che spetteranno ai parenti della
vittime. Si parla di cifre importanti perchè si arriverà a
toccare la soglia di 15 milioni di euro” – ha spiegato Olivieri
secondo il quale “questo riconoscimento di tipo materiale va a
completare l’obiettivo principale della causa cioè portare al
cospetto della comunità nazionale e internazionale momenti
tragici vissuti dalle popolazioni italiane”.
L’eccidio di Pietransieri costò la vita a 128 civili inermi,
che il 21 novembre del 1943 furono trucidati nel bosco dei
Limmari dai soldati nazisti senza motivazioni documentate, ma
per il semplice sospetto che la popolazione civile sostenesse i
partigiani. Nel pomeriggio, alle 15.30 sul sacrario dei Limmari,
si svolgerà la consueta fiaccolata con la lettura dei nomi delle
vittime, mentre domani alle 11 avrà luogo la cerimonia
istituzionale nel corso della quale il sindaco di Roccaraso,
Francesco Di Donato, procederà alla deposizione di una corona
d’alloro al termine della Santa Messa officiata dal vescovo
diocesano, mons. Michele Fusco
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