Le opposizioni intanto si apprestano a dare battaglia su questo come sul fronte del salario minimo. Ciascuno è pronto a presentare la propria contro-manovra ma arriva anche un pacchetto di proposte unitarie sul fronte della sanità. Si alza – in ogni caso – lo scontro in Parlamento. Decine di parlamentari di opposizione si iscrivono a parlare per protestare contro il “colpo di mano” della maggioranza che ha presentato un proprio emendamento con il quale cancella e riscrive la proposta delle minoranze sul salario minimo a prima firma di Giuseppe Conte. L’obiettivo dichiarato è quello del ritiro del testo. Ma, per ora, il risultato è quello di far slittare il voto che era previsto per oggi. La battaglia, tra l’altro, si riproporrà nella manovra: M5s, Pd, Avs e Piu’ Europa fanno sapere che presenteranno emendamenti comuni su salario minimo e sanità.
Domani – intanto – i Dem e i pentastellati illustreranno ciascuno la propria contro-proposta sulla legge di bilancio. “Dimostreremo che non è vero quello che dice la premier Meloni, che la coperta è corta. Se la sai usare, la coperta è sufficiente, genereremo risorse”, assicura Conte. E fra le proposte di modifica a firma M5s spunta un emendamento per finanziare per due anni il Reddito di cittadinanza così come era prima delle modifiche. Oggi intanto è stata la volta di Azione con focus su sanità, istruzione, crescita e sviluppo . E sono oltre 2600 quelli che depositati nel complesso dalle minoranze: il numero più consistente di emendamenti è del Pd, a sorpresa, che con quota 1103 supera il M5s (945). Circa 330 hanno la firma di Alleanza Verdi e Sinistra italiana, mentre 150 sono stati presentati da Italia viva e una novantina da Azione. Resta confermata – nonostante i tre emendamenti leghisti – l’intenzione del centrodestra di far convogliare tutte le richieste principali in un maxi-emendamento alla manovra.
Ma è scontro, nel frattempo, sul fronte del salario minimo. “E’ l’ennesimo affronto non solo alle opposizioni ma a tutto il Parlamento che viene scavalcato”, sottolineano da M5s. “La maggioranza – chiedono insieme i capigruppo di centrosinistra in commissione Lavoro – si confronti con noi sul merito delle proposte anziché mettere tutto nelle mani dell’esecutivo. Il nostro è un appello a liberare l’autonomia del Parlamento”. Il centrodestra rivendica la propria proposta. “L’autonomia del Parlamento – sottolinea il presidente della commissione e firmatario della proposta Walter Rizzetto (FdI) – è rispettata e stra-confermata. Noi abbiamo fatto un intervento – ha aggiunto – che raccoglie i rilievi del Cnel e stiamo solo dicendo che la proposta delle opposizioni non è, a nostro avviso, lo strumento giusto. Tra l’altro hanno avuto 12 anni di governo non solo per fare una legge ma anche semplicemente per metterla in calendario”. Ostruzionismo e regolamenti parlamentari legati alla richiesta di fiducia in Aula alla Camera sul dl proroghe, i lavori in commissione a Montecitorio riprenderanno però solo giovedì. “Primo giorno: voto bloccato. È un risultato dell’opposizione. E’ questo il dato politico di oggi e noi continueremo a batterci fino a quando non ritireranno l’emendamento”, promette il capogruppo del Pd in commissione Lavoro Arturo Scotto.
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