Rivolta a tutti i bambini, la serie (60 puntate) è stata realizzata con altissimi standard tecnici, con la regia di Chris Tichborne ed è la prima italiana che unisce stop motion e live action, vantando la prestigiosa collaborazione dei premi Oscar 2023 Mackinnon & Saunders per la realizzazione e l’animazione dei pupazzi e dei set. “Un progetto importante-dice il direttore di Rai Kids Luca Milano-non solo per il tema”, ma per l’invito “a tutti a scoprire e collegarsi con la bellezza della natura. L’ipoacusia diventa così una chiave per scoprire meraviglie”. “Una grande sfida per noi – aggiunge la produttrice Federica Maggio – realizzata con le tecniche più ambiziose. Le riprese live sono state girate in Cornovaglia. I suoni sono ripresi dal vero, senza AI” e per il piccolo protagonista sono state realizzati “sette pupazzi, così da avere più troupe al lavoro contemporaneamente”. A raccontare le vicende, come voce narrante nella versione inglese è l’attrice Keira Knightley. “Lei è molto più morbida di me – racconta Carolina Crescentini -. Ho provato a tenermi sulla stessa soglia, ma poi mi sono fatta prendere dall’entusiasmo, come fossi un terzo personaggio”. Alla sua seconda prova come doppiatrice di animazione dopo Astroboy, prosegue l’attrice, “per me il doppiaggio è un divertimento. È qualcosa di simile a un racconto segreto. Togliere il corpo ti fa sentire che puoi giocare più liberamente. E poi, confesso che anche io sono un po’ una cercasuoni: faccio parte della comunità dei Mindfulness, ascolto i rumori bianchi della pioggia e del fuoco. E anche io vado registrando di tutto e lo porto a mio marito (il cantautore Motta ndr) che lo trasforma in musica”. Quanto al piccolo protagonista, “non c’è dubbio che lui sia un hipster come la sua amica una hippy – ride -. I cartoni sono importanti, alcuni io me li ricordo da quando ero piccola. E sono sicura che per Natale moltissimi bambini chiederanno in regalo un microfono e un registratore, e probabilmente anche una talpa”. Ma “l’animazione – aggiunge Maggio – è un mezzo importante anche per far passare messaggi ed educare i ragazzi”.
“Ne siamo consapevoli in tutta la nostra offerta – commenta Milano- . Tra i temi più importanti in questo momento, c’è la fiducia, in se stessi, nelle proprie capacità, negli altri, nel futuro”. Tanta, prosegue, è anche “l’attenzione al tema dell’aggressività. Noi – dice il direttore – proponiamo programmi” che parlano di “conoscenza di se stessi, delle proprie emozioni, del saper gestire la rabbia, l’affetto. Fili che corrono dentro tantissime nostre produzioni. Bisogna capire che i ragazzi che ci seguono poi seguono anche altro. E credo che i media debbano fare molta attenzione al tipo di messaggi legati all’aggressività che giungono oggi ai ragazzi”. “Penso sia necessario partire dei bambini – aggiunge Crescentini sull’escalation di soprusi e violenze sulle donne – perché gli adolescenti sono già compromessi e contaminati.
Parità, rispetto, libertà e indipendenza: se avessi un figlio, questo gli insegnerei come prima cosa. Il 25 novembre? Sarò in piazza per dire ‘basta'”.
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