Amnesty International ha
denunciato “gravi rischi per la salute” di Narges Mohammadi,
attivista per i diritti umani iraniana incarcerata che ha
ricevuto quest’anno il premio Nobel per la pace.
“Le autorità iraniane hanno arbitrariamente sottoposto
l’attivista incarcerata per i diritti umani Narges Mohammadi,
Nobel per la pace 2023, a tortura e altri maltrattamenti negando
deliberatamente o ritardando gravemente il suo accesso
all’assistenza sanitaria adeguata per costringerla ad aderire
alle leggi iraniane abusive e degradanti sul velo obbligatorio.
Ciò mette a grave rischio la salute di Narges Mohammadi,
soprattutto perché soffre di gravi patologie cardiache e
polmonari”, si legge in un appello di Amnesty che chiede al capo
della Magistratura di Teheran, Gholamhossein Mohseni Ejei, “di
liberare immediatamente e senza condizioni Narges Mohammadi dal
momento che è una prigioniera di coscienza detenuta soltanto per
il suo attivismo per i diritti umani pacifico, di annullare le
sue condanne e sentenze ingiuste e ritirare qualsiasi nuova
accusa contro di lei relativa al pacifico esercizio dei suoi
diritti”.
Mohammadi si trova nel carcere di Evin a Teheran dal 2021 e
recentemente ha iniziato uno sciopero della fame in segno di
protesta dopo non avere ripetutamente ricevuto il permesso di
recarsi in ospedale a causa del suo rifiuto di indossare il
velo, obbligatorio in pubblico nella Repubblica islamica fin
dalla sua fondazione nel 1979.
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