Con 37 seggi in Parlamento su 150, la vittoria alle legislative anticipate dell’estrema destra del Partito per la liberta’ (Pvv) rappresenta un primo passo verso la premiership di Geert Wilders, più papabile successore al liberale Mark Rutte. I Paesi Bassi si sono risvegliati con un paesaggio politico sconvolto dal verdetto delle urne, definito un “cataclisma” da molti analisti, seppur preannunciato dagli ultimi sondaggi, al termine di una campagna elettorale molto breve e movimentata. Wilders ha già dato il via a serrate trattative con potenziali alleati per riuscire a formare una coalizione di governo. A questo punto, si apre una nuova era politica caratterizzata dal tramonto delle forze politiche tradizionali, in primis del Partito popolare per la libertà e la democrazia (Vvd), che ha governato per 13 anni, e aveva candidato una donna, l’unica in lizza, Dilan Yesilgoz.
Oltre allo storico Partito per la libertà, populista, xenofobo e anti-Islam, c’è quello del Nuovo Contratto Sociale, fondato da Pieter Omtzigt lo scorso agosto, che alla sua prima partecipazione ha ottenuto ben 20 seggi. L’altra formazione degna di nota è il Movimento agricoltore contadino (Bbb) di Caroline van der Plas, anche lei a favore di una linea restrittiva sull’immigrazione, anche se ha conquistato solo sette seggi, un risultato deludente rispetto alle elezioni provinciali dello scorso marzo. Sia Omtzigt che Van der Plas hanno già segnalato la loro disponibilità ad entrare in una coalizione di governo capitanata da Wilders.
A meno di sette mesi dalle elezioni europee, l’arrivo al potere di Wilders è soprattutto un motivo di allarme per Bruxelles e per le capitali europee. Il leader di estrema destra olandese, che ha criticato la visita del presidente Zelenskyj la scorsa primavera all’Aia, si oppone alla consegna di armi all’Ucraina, che rifiuta di veder aderire alla Nato.
“Non commentiamo mai i risultati elettorali nazionali. I Paesi Bassi sono un membro fondatore dell’Ue, un membro molto forte dell’Unione. Le elezioni hanno luogo a intervalli regolari negli Stati membri, questo di per sé non mette in dubbio in alcun modo la permanenza di alcun Paese nell’Ue. Continuiamo a contare sulla forte partecipazione dei Paesi Bassi all’Unione Europea, ovviamente”. Lo dice il portavoce capo della Commissione Europea Eric Mamer, commentando i risultati delle elezioni legislative di ieri in Olanda.
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