(di Valentina Roncati)
“La giornata contro la violenza
sulle donne è una grande occasione per parlare della situazione
attuale delle donne in Iran”. A sostenerlo è Hasti Diyè, 39
anni, ballerina, insegnante, attivista, costretta per lunghi
periodi a vivere all’estero e solo recentemente rientrata a
Teheran. Domani a Roma una delegazione di donne iraniane alle 12
sarà in piazza della Madonna dei Monti per una iniziativa
organizzata da Azione che ricorda la loro battaglia contro il
regime e che poi si unirà al corteo di Non una di meno al Circo
Massimo.
“La polizia morale, dopo le proteste per la morte di Mahsa
Amini e la repressione che ne era seguita, in cui oltre 20mila
persone sono state arrestate e 500 uccise, sembrava aver
abbandonato le strade. Invece purtroppo al mio arrivo, in questi
giorni – racconta Hasti – ho potuto vedere che è tornata nelle
città, per le strade, nelle metro. Non solo: il governo ha
annunciato che gli islamisti possono fare quello che vogliono
per spingere le donne a rispettare l’obbligo del velo e questo
provoca continue violenze contro le donne senza velo, anche da
parte di persone che non fanno parte della polizia morale.
Da un lato, quindi, vediamo donne coraggiose che appaiono in
città senza hijab e vengono private di molti diritti civili,
rischiano violenze, l’arresto, la morte; dall’altro, donne e
uomini che, a nome degli affiliati del Sepah, hanno riconosciuto
il diritto di commettere apertamente violenza contro le donne,
anche se non sono la polizia morale”.
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