La studentessa in ingegneria biomedica nutriva una grande passione per i fumetti e tra i suoi sogni c’era quello di fare l’illustratrice tanto che aveva deciso di perfezionare il suo talento nel disegno alla Scuola di grafica di Reggio Emilia. Forse la ragazza aveva acquistato il libro, destinato a bimbi di età superiore ai tre anni, per ispirarsi, o il volume le era stato regalato da Filippo Turetta.
E proprio dei libri ha chiesto agli operatori penitenziari Filippo Turetta, oggi al suo primo approccio con le regole di un carcere, verso le quali, dice chi ha avuto modo di vederlo, si è mostrato “curioso”. È sorvegliato a vista, gli agenti della polizia penitenziaria si occupano giorno e notte di vigilare affinché non compia atti autolesionistici. Una precauzione determinata, viene spiegato, da due ragioni: dalla volontà di suicidarsi da lui manifestata prima della morte di Giulia Cecchettin e quando ha raccontato agli agenti tedeschi di avere pensato di farla finita ma di non averne avuto il coraggio e dal clamore mediatico dalla vicenda.
Nelle carceri l’allarme è massimo dopo il pestaggio nel carcere di Sanremo di Alberto Scagni, condannato per avere ucciso la sorella. I detenuti per reati come quello che avrebbe commesso Turetta sono sorvegliati a vista perché possibili bersagli di violenza da parte di altri reclusi. Oggi l’avvocato Giovanni Caruso, che lo assiste, non gli ha fatto visita dopo il colloquio conoscitivo di ieri. Domani andrà a recuperare il fascicolo in Procura a Venezia per studiare gli atti in vista di martedì quando dovrà scegliere per Turetta l’opzione migliore in questa fase del procedimento: rispondere al gip, avvalersi della facoltà di non rispondere, rendere dichiarazioni spontanee.
Intanto a Vigonovo prosegue la ‘processione’ di persone che rendono omaggio a Giulia, lasciando fiori e messaggi sotto la gigantografia che la mostra in abito rosso e aria spensierata su un’altalena. A sostare sotto alla foto anche le attiviste del collettivo Artemisia al termine della loro ‘Passeggiata arrabbiata per Giulia e per tutte le altre’. Ma il modo migliore per ricordarla, lo hanno scelto quattro studenti, due ragazzi e due ragazze, che hanno fermato a Vigonovo l’aggressione di un uomo di 71 anni contro la moglie e chiamato i carabinieri che lo hanno arrestato per maltrattamenti. “Abbiamo pensato subito a Giulia, non poteva succedere ancora” ha spiegato uno di loro, Alessandro, sedici anni.
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