Con il gip Benedetta Vitolo, e il difensore del ragazzo, Giovanni Caruso, dovrebbe essere presente all’interrogatorio anche il pm Andrea Petroni, titolare del fascicolo. L’eventuale contestazione di aggravanti, come la premeditazione, potrebbe avvenire tuttavia in un secondo tempo, quando la Procura potrà disporre di elementi (come gli accertamenti sulla Fiat Punto di Filippo, l’esito dell’autopsia) al momento non in mano dei magistrati.
Oggi Turetta dovrebbe vedere di nuovo, dopo l’incontro di sabato, l’avvocato Caruso. Lo aveva annunciato lo stesso difensore quando aveva avuto il primo colloquio col 22enne dopo che era stato estradato dalla Germania. Il faccia a faccia col difensore sarà importante per Turetta per la strategia difensiva in vista dell’interrogatorio in carcere davanti al gip.
Il giovane dovrà scegliere se rimanere in silenzio, fare solo dichiarazioni spontanee o confessare, anche collaborando alle indagini e rispondendo alle domande. Per ora resta detenuto nel reparto infermeria, dove pare dovrà stare ancora qualche giorno, per completare la fase di colloqui e valutazioni psicologiche e psichiatriche. Poi, sarà spostato nella sezione protetti, dove oltre ad essere sorvegliato a vista contro il rischio suicidio non avrà contatti, a suo tutela, con detenuti in carcere per altre tipologie di reati.
Viene descritto come “tranquillo”, ha chiesto di poter leggere libri e di incontrare i genitori, ma non potrà farlo prima dell’interrogatorio. Ieri ha incontrato anche il cappellano dell’istituto penitenziario. Intanto, il suo legale oggi avrà copia degli atti alla base dell’ordinanza di custodia cautelare per omicidio volontario aggravato e sequestro di persona.
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