“Quante ore ho dormito negli ultimi
due giorni? Ho recuperato il sonno che non ho fatto negli ultimi
due mesi. Ho sempre dormito bene, però il mio psicologo mi ha
fatto vedere che per arrivare al successo dobbiamo affrontare
qualche notte insonne. E le abbiamo affrontate tutte”. Filippo
Volandri, capitano non giocatore della nazionale di tennis che
ha riportato la Coppa Davis in Italia dopo 47 anni, è stato
ospite di Rai Radio2 intervenendo nel corso del programma “Non è
un Paese per Giovani”.
“I tre match point di Djokovic contro Sinner? La fiducia nei
ragazzi non la perdiamo mai, ma sarei ipocrita se non dicessi
che l’ho vista brutta – aggiunge – La qualità di Sinner è che
non molla mai, quando va in risposta e si ritrova anche 40-0 se
fa un punto si carica tantissimo. Sa che è il primo punto di un
qualcosa che può essere fondamentale. Ha giocato il primo punto
come se fosse l’ultimo”.
“Il momento che ci ha cementato è stata l’esperienza di
Bologna – racconta Volandri – Perdere 3-0 contro il Canada nella
prima partita, quando eravamo favoriti, ci ha compattato molto.
Per la prima volta abbiamo usato la parola famiglia, e non è
proprio scontato. Anche Berrettini che è venuto pur non potendo
giocare è stato importante. Non è una cosa scontata”.
“Cosa dico ai giocatori per caricarli? E’ un lavoro tecnico e
di psicologo, ma più manageriale che tecnico – aggiunge – I
ragazzi hanno degli allenatori con cui lavorano tutto l’anno. Io
li prendo sotto la mia responsabilità tre o quattro settimane.
Li ho visti crescere, però, si parla in maniera diversa. Sinner
ha bisogno di un tipo di comunicazione non eccessiva, Musetti e
Arnaldi hanno bisogno che gli si parli molto, Sonego lo devi
prendere sul divertimento e l’entusiasmo, mai sul troppo serio.
Io ho alle mie spalle delle persone meravigliose con cui
condivido questo successo, da solo non ce l’avrei fatta e non ce
la farei, ora si parla del capitano e dei giocatori, ma dietro
c’è un grande gruppo”. Volandri poi conclude: “Per arrivare qui
abbiamo fronteggiato mille difficoltà, tanti infortuni, un po’
di polemiche. Piano piano ci stiamo rendendo conto di cosa
abbiamo fatto. E’ stato strepitoso”.
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