La sessione plenaria dei leader ospiterà i capi di Stato e di governo di circa 150 Paesi, una delle edizioni più partecipate di sempre. La premier Giorgia Meloni, arriverà a Dubai il 30 pomeriggio e parteciperà alla sessione ad alto livello del summit, in programma l’1 e il 2 dicembre. L’impegno italiano, hanno fatto sapere fonti diplomatiche, sarà quello di confermare l’impegno a sostegno dell’Africa e sarà ribadita l’intenzione del governo di destinare al continente africano gran parte del suo Fondo per il clima.
Meloni parteciperà all’apertura dei lavori che inizieranno dopo la tradizionale foto di famiglia, e interverrà alla sessione sui sistemi alimentari e a quella sull’adattamento ai cambiamenti climatici. Nella serata dell’1 Meloni e altri leader assisteranno a una serata di musica lirica realizzata dal Teatro alla Scala, durante la quale saranno eseguite arie italiane: l’evento è frutto di una collaborazione con il ministero della Cultura, quello degli Esteri ed Eni.
Al vertice non parteciperà il presidente Usa, Joe Biden, e l’amministrazione di Washington sarà rappresentata dall’inviato per il clima John Kerry. La crisi in Medio oriente e la guerra a Gaza, anche se ufficialmente non in agenda, saranno certamente presenti nei colloqui tra i leader. La diplomazia italiana, secondo quanto si è appreso, è al lavoro per organizzare una serie di bilaterali di Meloni con alcuni dei capi di Stato e di governo presenti al vertice.
Il presidente israeliano Isaac Herzog e il suo omologo palestinese Abu Mazen interverranno entrambi al summit. Venerdì sia Herzog che Mahmud Abbas terranno i loro interventi ed è probabile che il leader di Fatah sia presente fisicamente in sala durante l’intervento di Herzog, anche se sarà molto difficile che i due si incontrino faccia a faccia.
I temi al centro del vertice saranno tre: in primo luogo la mitigazione dei cambiamenti climatici in cui i leader valuteranno gli sforzi sinora compiuti per ridurre le emissioni di CO2 per arrivare agli obiettivi di Parigi, ovvero limitare la crescita della temperatura media globale a un massimo di 2 gradi centigradi alla fine del secolo, rispetto ai livelli pre-industriali.
Il secondo tema riguarderà l’adattamento ai cambiamenti climatici, mentre la terza questione avrà per oggetto il finanziamento da 100 miliardi di euro l’anno che le nazioni più ricche dovrebbero destinare ai paesi in via di sviluppo per assisterli nel loro percorso verso la riduzione delle emissioni.
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