Quando con una telefonata Kissinger cambiò la storia degli scacchi

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AGI – Nell’estate del 1972, Henry Kissinger, morto oggi a 100 anni nella sua casa in Connecticut, fece una telefonata che cambiò per sempre la storia degli scacchi. Il Segretario di Stato sotto le presidenze Nixon e Ford sollevò la cornetta e disse poche parole: “Questo è il peggior giocatore di scacchi del mondo, che parla con il più grande giocatore di scacchi del mondo”. Dall’altra parte, con la cornetta in mano, non c’era un leader politico, un presidente o un re, ma semplicemente Bobby Fischer, il più forte scacchista americano del tempo.

Fischer aveva appena minacciato di ritirarsi dal match mondiale contro il campione sovietico, Boris Spassky, lasciando così ai russi il predominio incontrastato del gioco. Kissinger, però, scacchista provetto, aveva capito che in palio non c’era solo una partita, un titolo sportivo: in piena guerra fredda gli Stati Uniti non potevano abbandonare il campo di battaglia, nemmeno se costituito da 64 semplici caselle, se dall’altra parte l’avversario era sostenuto dal Cremlino.

Kissinger dimostrò, una volta di più, la sua arte retorica, la sua capacità di risvegliare orgoglio e appartenenza, la sua forza diplomatica. Fischer si convinse e parti per Reykjavi’k, in Islanda, dove avrebbe sconfitto Spassky in quella che ancora oggi è ritenuta “la partita del secolo” e regalando a Washington una vittoria che venne acclamata in tutto il Paese. Un successo che pose fine ad almeno 24 anni di ininterrotto dominio scacchistico sovietico, un record che Mosca custodiva gelosamente perché riteneva dimostrasse la sua potenza intellettuale sulle altre nazioni. 

Quella di Kissinger, però, fu una telefonata che permise agli scacchi di raggiungere una notorietà mai avuta prima e di diventare uno dei giochi più diffusi. Prima della partita tra Fischer e Spassky, il governo americano era relativamente interessato agli scacchi. Al contrario, milioni di cittadini sovietici giocavano fin dalla più tenera età, e poi a scuola e nei circoli ricreativi.

Alla fine degli anni ’50 la Federazione scacchistica statunitense contava circa 2.000 giocatori attivi ma dopo la conquista del titolo da parte di Fischer quel numero raddoppiò. I giornali e le televisioni celebrarono il match con grandi titoli e Kissinger, che aveva capito come il giocatore newyorchese potesse diventare ‘un eroe’, ottenne un altro enorme successo come diplomatico e Consigliere alla sicurezza.

Ci sono tante leggende attorno alla telefonata. Il New York Times interrogò Fred Cramer, all’epoca uno dei pochi a cui Fischer si rivolgeva, una specie di portavoce, e vice-presidente della Federazione a stelle e strisce. Cramer confermò che Kissinger telefonò “alla stella americana degli scacchi” ma non raccontò altri particolari. Non disse quando e cosa si dissero. Lasciò intendere che l’esortazione andò a buon fine e che, probabilmente, furono trasmesse a Fischer anche le parole di Nixon.

Alcune versioni sostengono che la chiamata avesse avuto toni più severi ma i più convergono che il messaggio risuonasse più o meno in questo modo: “L’America vuole che tu vada laggiù e sconfigga i russi”. Non era più una questione di pezzi Bianchi o Neri. E Fischer, che in futuro si sarebbe scontrato più volte con Washington, fino a diventare un reietto, un nemico (tanto da morire in Islanda), sentì il richiamo del suo Paese attraverso le parole di Kissinger. 

A questo, ovviamente, bisogna aggiungere anche altri elementi che contribuirono a convincere il giocatore americano: il raddoppio del montepremi, grazie al banchiere James Derrick Slater, e la possibilità di Fischer di avanzare altre condizioni legate alla sala di gioco e al rapporto con i media in loco. Kissinger tornerà poi a usare gli scacchi come metafora politica nel 2009, in un’intervista a Der Spiegel commentando le scelte dell’allora presidente Obama nella costruzione di una politica estera pacifica e improntata al tendere una mano al mondo islamico, Iran in testa.

“Obama è come un giocatore di scacchi che sta giocando una simultanea (più partite insieme contemporaneamente, ndr) e ha deciso di usare un’apertura insolita”. Sottolineando poi di non avere niente in contrario con quella mossa ma che sarebbe stato decisivo vedere come il presidente Usa avrebbe reagito alle contromosse dell’avversario.

L’importanza di Kissinger nel mondo degli scacchi, infine, è sottolineato anche da una foto che Magnus Carlsen, ex campione del mondo, pubblicò sui suoi social dopo il loro incontro, qualche anno fa. Kissinger vedeva il mondo e la politica sopra una grande scacchiera, il luogo ideale dove strategia, tattica e pazienza, soprattutto quest’ultima, trovano ancora oggi la loro massima espressione. 
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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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