Schiantare un'auto da tre milioni contro un muro e non perdere un euro

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AGI – Un giorno di alcuni anni fa un manager di una delle più prestigiose case automobilistiche del mondo si presentò negli uffici della Dallara con un problema. I suoi tecnici, ma soprattutto la proprietà, erano stufi di schiantare auto da tre milioni di euro contro un muro sperando che prima o poi riuscissero a passare il test per l’omologazione e sapevano che tra le quattro mura dello stabilimento di supercar di Varano de’ Melegari, alle porte di Parma, qualcuno poteva avere la soluzione. Anzi: sapevano che era proprio questo l’approccio con cui alla Dallara si rapportavano ai fornitori: illustrare il problema e chiedere la soluzione.

Dallara era da tempo fornitore del suddetto marchio: di fatto nei suoi impianti si realizzavano e si realizzano ancora tutte le parti in carbonio e sono state disegnate l’aerodinamica e studiati i più piccoli dettagli per rendere la vettura performante. Ma restava da sciogliere il nodo dell’omologazione, che stava tra un’auto costosissima e un muro di cemento armato.

Poni il problema, trova la soluzione

Sapevano che alla Dallara avevano a disposizione una potenza di calcolo che poche altre aziende possono vantare e decisero di mettersi nelle loro mani. Presentato il problema, trovassero loro la soluzione. E la soluzione fu trovata: sfruttando i supercomputer che Lenovo ha messo a disposizione di Dallara e che risiedono in un edificio accuratamente climatizzato (con minimo impatto ambientale, però) individuarono il problema e presentarono alla Prestigiosa Casa Automobilistica la modifica da fare. Nel test successivo tre milioni di euro si schiantarono brillantemente contro un muro e fu un successo.

© Fabrizio Piscopo

Alessandro de Bartolo e Andrea Pontremoli

Questo piccolo (e costosissimo) episodio racchiude in sé la filosofia stessa di un posto come Dallara, la fabbrica di auto da corsa e supercar che in pochi anni, sotto la guida di Andrea Pontremoli, è passata dall’essere artigianato di lusso a icona di innovazione. Di più: punto di riferimento di un’intera filiera, quella della Motor Valley.

Dallara, gli appassionati lo sanno, produce a suo marchio una sola vettura, la Stradale, in due versioni. Un gioiellino che si può portare a casa per una cifra compresa tra i 180 e i 250 mila euro, ma soprattutto produce le vetture impegnate nei circuiti di tutto il mondo: dalla Formula 2 alla 3, alle E (la elettrica) fino alla Indie e alle più iconiche competizioni americane.

Le regine delle corse

Ogni fine settimana sulle piste di tutto il mondo corrono 300 auto realizzate in questa fabbrica. Il cuore e l’immaginazione di tutto è nell’edificio voluto dall’ingegner Giampaolo Dallara a due passi dal borgo natio – e che contiene anche uno straordinario museo di auto da sogno – ma il cervello è in una serie di rack che contiene i macchinari di Lenovo.

© Fabrizio Piscopo

Una Dallara Stradale

Una collaborazione che risale al 2012 e che funziona su un principio semplice: i progettisti presentano un problema, gli informatici – in questo caso Lenovo – devono risolverlo. Adesso, ad esempio, le due aziende lavorano sull’uso dell’Intelligenza artificiale per eliminare i tempi morti nel sistema: qui si ha a disposizione una manciata di mesi per mettere a punto una vettura da corsa e portarla in pista. Le altissime pretese di una realtà come Dallara trovano poi applicazione in ambiti diversi, come previsioni del tempo sempre più precise.

I supercomputer alla prova

Si chiama high performance computing e dei primi 500 siti per potenza di calcolo in cui viene utilizzato, un terzo impiega macchine Lenovo. “Il team che lavora con Dallara”, dice Alessandro de Bartolo, country general manager ISG di Lenovo, “è quello che ha sviluppato i progetti per i fondi del Pnrr per potenziare le capacità italiane di supercomputing”.

© Fabrizio Piscopo

Computer

“Il tema” dice da parte sua Pontremoli, Ceo di Dallara, “è usare la tecnologia esistente per cose per le quali non sono state pensate. La tecnologia che abbiamo a disposizione è molto di più di quella che usiamo e la soluzione ai problemi è nel modo diverso di utilizzarla”. E la Motor Valley, questo panorama di 8 brand famosi in tutto il mondo – da Ferrari a Ducati, da Lamborghini a Dallara – e 16.500 piccole realtà che nel loro campo sono le migliori, sfrutta al massimo la tecnologia pur mantenendo un approccio artigianale. “Per un’azienda è importante trovare dei fornitori che siano i numeri uno per passare da un ‘egosistema’, ossia autoriferito, a un ecosistema. Questo permette di dare un’ulteriore spinta all’innovazione, grazie allo scambio di informazione: basti pensare che il 30% delle idee innovative viene dall’interno dell’azienda e quasi il 70% dai fornitori. Solo una parte residuale viene dalle università”.

Salvaguardare il modello formativo italiano

Eppure proprio sull’università e sulla formazione Dallara ha investito molto, partecipando alla creazione di quel programma che mette insieme i quattro atenei dell’Emilia Romagna e ha portato alla nascita di lauree specialistiche le cui lezioni si svolgono all’interno dell’azienda, come avviene proprio alla Dallara. “Bisogna salvaguardare il modello formativo italiano” dice Pontremoli “che non è iperspecialistico come quello statunitense. Questo permette ai nostri giovani di adattarsi più velocemente di altri alle nuove sfide professionali”.

Un modello che parte da lontano, dalla scuola elementare e media, con il progetto F1 in Schools Italia (di cui anche Lenovo è partner, oltre che technology partner F1)che coinvolge bambini e ragazzi dai 10 ai 16 anni strutturandoli in scuderie che devono affrontare il tipo di problema che i team reali devono gestire.

© Fabrizio Piscopo

Una Dallara Stradale nell’impianto di produzione di Varano De’ Melegari

“L’innovazione non è costo più profitto” dice Pontremoli, “ma è un valore che cambia con il cambiare delle condizioni. Il prezzo dell’innovazione è legato al valore e il valore non è legato al costo. Qui, ad esempio, usiamo la tecnologia per sbagliare. Dal foglio bianco all’auto in pista passano nove mesi: otto sono in virtuale e uno solo è con il modello reale. Usiamo modelli matematici, sfruttiamo i dati che raccogliamo in pista, usiamo i simulatori per guidare auto che non sono mai state costruite”.

Ma la sfida più ardua è sempre quella che deva ancora venire. “Sta avanzando un altro modello molto più potente che è l’open innovation” aggiunge Pontremoli, “siamo sempre, costantemente in ritardo. La velocità è sempre più alta e la tecnologia sempre più profonda e l’open innovation lavora sul presupposto che la tecnologia per fare quello che serve esiste e che la domanda da porsi è: ‘cosa vogliamo fare?’. La vera innovazione è pensare a cosa vorremmo fare senza avere l’alibi del limite tecnologico”.
La riproduzione è espressamente riservata © Agi 2023

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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