Il settore della raccolta e
trattamento dei rifiuti urbani e speciali in Italia registra un
valore della produzione 2022 di 18,2 miliardi di euro, in
aumento del 10,5% sull’anno precedente, e genera 27,2 miliardi
di euro di valore condiviso. Per ogni euro di valore aggiunto
prodotto dalle aziende di gestione rifiuti, se ne generano 3,4
di ricadute economiche per tutto il Paese. Sono alcuni dei dati
principali del Was Report 2023, il rapporto della società di
consulenza Althesys dedicato all’industria italiana della
gestione dei rifiuti.
Dalla fotografia del report emerge che i rifiuti urbani
raccolti dai 115 principali operatori nella raccolta,
trattamento e smaltimento si attestano nel 2022 a 21,47 milioni
di tonnellate, con una crescita del 7% rispetto al 2021, un dato
derivante più dalla maggiore estensione del perimetro geografico
e di business delle aziende che non dalla quantità di rifiuti
prodotta, che è in calo.
Il valore della produzione è di 11,05 miliardi di euro, in
aumento del 10% sul 2021. A dispetto del contesto
macroeconomico, più di un terzo dei player registra una
crescita, grazie soprattutto all’ampliamento delle attività,
fattori che hanno portato anche alla diminuzione del numero
degli operatori, scesi a 115 rispetto ai 124 dell’edizione
precedente, e all’aumento del valore della produzione medio,
passato da 88,3 milioni di euro del 2021 a 96,1 milioni di un
anno dopo.
L’istantanea del settore waste evidenzia che il 92% del
fatturato coinvolge 104 aziende della raccolta e trattamento,
che hanno servito circa 4.411 Comuni, pari al 56% delle
municipalità italiane, e 44 milioni di abitanti, equivalenti al
75% della popolazione. Il 61% degli operatori ha proprietà
pubblica, il 22% mista e il 13% privata. Il restante 4%, infine,
è rappresentato da aziende quotate che comprendono le tre grandi
multiutility (A2A, Iren, Hera) che costituiscono oltre un terzo
del volume della produzione, servendo più di 870 Comuni e 11
milioni di abitanti.
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