Accuse di razzismo, il “biografo” di Harry e Meghan, cosa c’entrano re Carlo e Kate: il caso che scuote la Royal Family

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LONDRA – Perché in questi giorni si parla di accuse di “razzismo” nella Royal Family, tuttora vaghe e senza prova alcuna? Che cosa c’entrano Harry e Meghan? Perché re Carlo III e Kate, principessa del Galles e moglie dell’erede al trono William, a un certo punto sono stati citati da un giornalista e poi da tutti i media britannici? Cosa è accaduto nei Paesi Bassi? E quali sono davvero le accuse e contro chi? È stata una settimana ottovolante nel Regno Unito e nella famiglia reale britannica.

Le accuse di Meghan (e le contraddizioni)

Tutto nasce da un libro appena uscito. Anzi no, dall’oramai famigerata ed esplosiva intervista di Meghan Markle e di suo marito principe Harry con la star tv americana Oprah Winfrey, nel marzo 2021. Nella circostanza, l’attrice statunitense parlò di “preoccupanti conversazioni all’interno della Royal Family sul colore di pelle che avrebbe avuto Archie”, il primo figlio della coppia. La duchessa del Sussex non all’epoca non fece nomi, ma lasciò intendere come si trattasse di qualcuno molto importante.

Harry e Meghan da Oprah Winfrey, l’intervista rivelazione in cinque punti





Le dichiarazioni dei Sussex allora scatenarono un putiferio mondiale, specialmente nel Regno Unito, perché macchiarono la Royal Family di una vaga e generica accusa di razzismo, senza alcuna prova e senza individuare il presunto responsabile degli altrettanto presunti commenti sul colore della pelle di Archie. Non solo. Successivamente, Meghan e Harry si sono contraddetti più volte. Per esempio, il secondogenito di Carlo e Diana, durante una intervista a Itv per promuovere la sua biografia “Spare” mesi fa, disse che “Meghan non ha mai accusato di razzismo nessuno, siete voi media che avete travisato le sue parole”. Osservazioni subito apparse lunari a molti commentatori.

Chi è Omid Scobie

Ma l’ultima contraddizione è arrivata con “Endgame”, il libro di un royal watcher discusso e controverso, Omid Scobie. Un’opera molto criticata nel Regno Unito, perché raccoglierebbe rumour e voci di palazzo che più di una volta si sono rivelati non circostanziati oppure clamorosamente smentiti dai diretti interessati, come lo stesso Piers Morgan che ha smontato la tesi del libro sulle “sue telefonate con la regina Camilla” (ma a lui arriveremo tra poco). Non a caso, la maggioranza delle recensioni di “Endgame” sui giornali inglesi sono state negative. Lo stesso Scobie in passato ha mentito addirittura sulla sua età, quando ha sostenuto di avere 34 anni invece di 39. E mentre si scagliava contro l’uso di jet privati, il suo account Instagram documentava come qualche giorno prima fosse proprio a bordo di uno di essi.

Tuttavia, “Endgame” ha fatto parlare molto di sé in questi giorni non solo perché Scobie, dopo la sua precedente opera “Libertà”, è considerato dai suoi critici un “ventriloquo” e un “biografo non ufficiale” dei duchi ribelli del Sussex, anche se continua a smentire di averli mai conosciuti. Ma soprattutto perché, tra le altre cose, “Endgame” contiene un seguito delle accuse di Meghan. Per cui – ed ecco la contraddizione in questione – i britannici reali che avrebbero partecipato a conversazione di apparente stampo razzista non sarebbero uno, bensì due, smentendo dunque parzialmente le dichiarazioni di Meghan a Oprah. Il libro, almeno nella versione inglese, non aggiunge però molto altro. E, nel testo su questo tema, non viene fatto alcun nome.

Il caso nei Paesi Bassi

Tre giorni fa, però, il colpo di scena. Nell’edizione olandese di Endgame, l’esperto reale Rick Evers scopre che il passaggio relativo alle accuse di razzismo di Meghan in realtà cita due grossi nomi della Royal Family. Nella versione pubblicata nei Paesi Bassi, si legge: “In alcune lettere private, si scopre l’identità di chi fosse presente nelle discussioni: è lui”, e fa il primo nome. Seguito da quello di un altro rappresentante della Royal Family, che avrebbe partecipato alle conversazioni in questione, ma questo passaggio è vago e non aggiunge molto altro. Tutte ricostruzioni da provare, che sinora non hanno avuto alcun riscontro nella realtà e che potrebbero scatenare una valanga di denunce milionarie da parte della “Ditta” dei reali britannici.

Per questo, sino a due giorni fa nel Regno Unito – e in gran parte del resto del mondo – nessuno si azzardava a citare i nomi dei due reali coinvolti. In Inghilterra le leggi sulla privacy e sulla reputazione personale sono severissime: se ci si sente diffamati (in inglese “libel”), si può denunciare non solo chi ha lanciato l’infamante accusa, ma anche chi l’ha ripresa, citata o semplicemente ritwittata o condivisa sui social. Per questo, ogni tv, giornale, esperto o personalità si sono guardati bene dal menzionare qualsiasi membro della Royal Family eventualmente coinvolto. Una situazione paradossale, perché nel frattempo tutto era visibile e disponibile a chiunque sui social media, con l’esperto reale olandese Evers che ha postato addirittura le foto delle pagine incriminate di “Endgame”, con i relativi passaggi.

L’annuncio di Morgan

Due giorni fa, però, questo muro di silenzio a protezione della Royal Family è iniziato a venire giù. E la prima picconata è arrivata nientemeno che da Piers Morgan, uno dei più celebri giornalisti britannici, monarchico convinto e sempre rispettoso dell’istituzione Royal Family. Mercoledì sera, però, Morgan ha deciso di fare i due grossi nomi citati nella versione olandese del libro “perché devono potersi difendere. In Olanda tutti sanno chi sono, mentre ai cittadini britannici non è permesso saperlo. Allora ve lo dico io: sono re Carlo e Kate, la principessa del Galles”.

Di lì a poco, alcuni media come il Guardian, il Times, stimati corrispondenti reali come Chris Ship di Itv ma soprattutto l’istituzione Bbc, hanno deciso di fare altrettanto. E iniziare a citare anch’essi i nomi del monarca e della nuora. Per loro, oramai il caso era diventato nazionale e non aveva più senso oscurare i nomi o far finta di niente. Altre testate come l’Express invece si autocensurano, parlando in maniera più vaga di “royal members”, quasi denunciando i media che invece hanno ceduto. Anche un altro giornale più tradizionalista come il Telegraph ha evitato di menzionare esplicitamente i rappresentanti della Ditta in questione. Ma solo fino a stasera. Quando sul suo sito ha titolato, in maniera altrettanto irreale: “La Bbc scrive che re Carlo e la principessa del Galles sono i reali coinvolti”.

La reazione di Buckingham Palace

Ora come reagirà la Royal Family? Al momento, è un mistero. In generale, la “Ditta” non commenta mai le speculazioni sulla stampa, in onore della marmorea massima della regina Elisabetta II: “never complain, never explain”, mai lamentarsi e mai spiegare. Stavolta, però, secondo diversi royal watcher, la monarchia britannica potrebbe denunciare senz’altro Scobie in quanto autore di “Endgame” ma c’è chi pensa che potrebbe capitare anche lo stesso Morgan, che per primo ha rotto il muro di rispettoso silenzio: “Tutte le ipotesi sono sul tavolo”, ha scritto il Mirror.

Il giallo della traduzione

Ma com’è possibile che la traduzione olandese fosse diversa da quelle inglese e da tutte le altre nel mondo? È il mistero più grande di questa storia. Scobie ha ripetuto più volte in recenti interviste di non conoscere le lingue straniere e aver mai autorizzato una versione del genere, in cui i nomi dei due reali venivano fatti esplicitamente. La casa editrice neerlandese Xander Uitgevers, che ha ritirato in fretta e furia il libro nel giorno di uscita (28 novembre), parla genericamente di “errore di traduzione”.

Una ricostruzione che però sembra poco credibile. Perché nell’”Endgame” uscito nei Paesi Bassi, in quei passaggi contestati, sono state aggiunte dal nulla intere frasi incendiarie, che non appaiono affatto in altre traduzioni. Insomma, non si tratta solo di un vocabolo tradotto male. Cosa che ha scatenato una valanga di teorie complottiste. Forse si tratta di una bozza iniziale non redatta? Chissà. Di certo, la traduttrice olandese Saskia Peeters, braccata dal Daily Mail ad Arnhem, smentisce tutto: “Sono una professionista con una carriera lunga decenni. Non ho inventato niente. Ho semplicemente tradotto il testo in inglese che mi era stato dato”. Prima di chiudersi in casa e sparire.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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