“Dobbiamo capire chi sono i
ragazzi che hanno voglia di togliersi giacca e cravatta e
mettersi indumenti più consoni. Devo dire che negli allenamenti
i giocatori non si risparmiano, il tutto ora va traslato alla
partita perché il fulcro del nostro impegno è quello”. Lo ha
detto Luca D’Angelo, allenatore dello Spezia, in vista della
partita di sabato contro il Parma. Aquilotti reduci dalla
sconfitta contro la Sampdoria e dalla contestazione subita in
settimana sotto la sede. Si avvicina il mercato di gennaio e
D’Angelo prova a infondere una mentalità più “operaia” in una
squadra con elementi che hanno fatto bene in serie A e tuttavia
oggi non riescono a rendere nella serie inferiore. “Comprendo la
negatività, perché non siamo partiti bene, ma allo stesso tempo
ci sono tante partite da disputare e una alla volta dobbiamo
cercare di fare risultato, sempre, contro qualsiasi avversario,
perché ne abbiamo la possibilità. Se ci accorgiamo che c’è
qualcuno che non riesce a sopportare questa situazione, lo
accompagneremo alla porta”.
Il problema dello Spezia è soprattutto il gol: solo 11 reti
segnate in quattordici partite. “La mentalità è importante, il
fioretto serve ma serve per la stoccata finale. Per farsi spazio
bisogna usare atteggiamenti differenti e più fisici e
agonistici. Il talento dei nostri giocatori verrà fuori se
portiamo il pallone in maniera più pulita negli ultimi metri.
Moro, Verde, Esposito, Cipot, Antonucci, Krollis, sono giocatori
che se messi nelle condizioni di segnare, segnano”. D’Angelo
chiede di abbandonare gli alibi e responsabilizza i suoi
elementi per lasciare la zona retrocessione entro la fine del
girone d’andata. “Un giocatore che vuole far parte di questa
squadra deve superare questi momenti, aiutandosi da solo, senza
aspettare l’aiuto di qualcun altro. Chiedo alla squadra di
giocare con ardore: penso che il tifoso non aspetti altro che
applaudire e incitare i suo giocatori, sono convinto che domani
non mancherà il loro supporto”.
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