L’uomo, che soffrirerebbe di disturbi psichiatrici, era stato condannato nel 2016 per aver tentato un altro attacco, secondo quanto affermato dal ministro dell’Interno francese, Gérard Darmanin.
La vittima dell’aggressione – scrive ‘Le Parisien’ – è stata trovata in arresto cardiorespiratorio sul ponte Bir-Hakeim, tra il 15* e il 16* arrondissement di Parigi, poco prima delle 22, ha riferito una fonte della polizia. E’ morta per una ferita da coltello alla schiena e alla spalla.
Tra Avenue du President e Avenue Kennedy, una seconda persona è stata ferita alla testa con un martello ed è stata soccorsa dai vigili del fuoco. Secondo la polizia,questa persona stava camminando con la moglie e il figlio quando l’aggressore è arrivato alle spalle e l’ha colpita.
Durante il suo arresto, il 26enne ha minacciato la polizia con un martello e ha gridato “Allah Akbar”. La polizia ha poi utilizzato due volte una pistola a impulsi elettrici per immobilizzare l’aggressore, arrestato in Avenue du Parc de Passy.
I fatti – secondo quanto ricostruito dal ministro Darmanin giunto sul posto in tarda serata – sono iniziati poco dopo le 21, nel 17* arrondissement della capitale. L’aggressore “avrebbe pugnalato più volte un passante, deceduto per le ferite”. Si tratta di un cittadino tedesco, che era in compagnia della moglie. “L’intervento di un tassista” ha messo fine a questa prima parte dell’aggressione, e una chiamata, intorno alle 21,15, ha fatto scattare l’arrivo degli agenti di polizia del 17* arrondissement.
I rappresentanti delle forze dell’ordine hanno inseguito il sospettato attraverso il ponte di Grenelle, fino al 15* arrondissement, che si trova dall’altra parte della Senna. Il 26enne nel frattempo aveva aggredito, a colpi di martello, altre due persone, “le cui vite non sarebbero in pericolo”, ha precisato il ministro: “Una persona sarebbe di nazionalità straniera, l’altro sarebbe un francese sulla sessantina”. infine l’arresto del sospettato.
La procura di Parigi ha affidato un’indagine alla polizia criminale per omicidio e tentato omicidio. E’ stato condannato nel 2016 a quattro anni di carcere per “aver voluto intraprendere un’azione violenta” , ha continuato Darmanin. Poi è stato “rilasciato dal carcere nel 2020 e seguito amministrativamente dalla DGSI”, ha indicato il ministro, che ha aggiunto che l’aggressore soffriva di “disturbi psicologici” ed era “in cura”.
“Non rinunceremo a nulla di fronte al terrorismo”. Lo ha detto il primo ministro francese, Elisabeth Borne, dopo l’attacco terroristico a Parigi che ha causato un morto (un turista tedesco) e due feriti. “I miei pensieri sono rivolti alla vittima, ai feriti e alle loro famiglie. Rendo omaggio al coraggio e alla professionalita’ delle nostre forze dell’ordine e dei nostri servizi di emergenza mobilitati”, ha scritto il capo del governo su X.
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