Il porto di Ancona “ha vissuto una fase complicata e difficile, c’erano gli strumenti ma facevamo fatica a fare sintesi”, ovvero “avevamo le coperture finanziarie, poi arrivava una complicazione indipendente dalla volontà dei singoli. Ad esempio i dragaggi, oppure una parte della banchina 27, su cui ci sono stati ricorsi e contro ricorsi”. Assertore convinto della filosofia del fare con il sorriso”, Rossi oggi è “estremamente positivo, percepisco una grande voglia di fare” e ha visto l’elenco delle opere che l’autorità portuale prevede di avviare nel 2024.
“Dobbiamo concentrarci sulle priorità laddove c’è convergenza – aggiunge – ad esempio il progetto della penisola”, il mega progetto di attracchi per navi di vario genere: traghetti, crociere, per il quale Rossi invita a non fermarsi sulla tempistica: “nel 2003, da presidente degli agenti marittimi del porto di Ancona, proposi di far attraccare i traghetti alla nuova darsena”. Ci sono esempi positivi di opere complesse realizzate in tempi ragionevoli, “come il molo di sopraflutto, una scogliera alta 20 metri fatta con pietre provenienti dalla Croazia, fu fatta in 3 anni”. “L’autorità portuale ha tutte le conoscenze per farlo e il supporto del Comune e della Regione – sottolinea Rossi -. Il progetto della penisola si realizzare in 10 anni, facendolo per moduli” A Durazzo Rossi ha presentato la nuova nave di Adria Ferries “Af Mia”, consolidando un rapporto costruito nel tempo con l’Albania. Per Adria ferries si tratta di “un investimento strategico, in un momento in cui l’Albania sta vivendo un boom turistico e il mercato dei traghetti “molto competitivo” vuole “qualità, puntualità, buon cibo”.
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