“L’inserimento in una classe più
avanzata si tradurrebbe in un nocumento per lo studente, che
rischierebbe di vedere compromesso il suo percorso di
istruzione, mentre le sue carenze formative appaiono
recuperabili mediante la ripetizione dell’anno scolastico”. È
una delle motivazioni con cui il Tar della Liguria attraverso
un’ordinanza ha respinto la domanda di sospensione cautelare
presentata dal genitore di uno studente contro la bocciatura del
figlio, non ammesso alla terza classe di una scuola ligure
secondaria di secondo grado.
La bocciatura era stata stabilita con provvedimento del
Consiglio di classe comunicato lo scorso 1 settembre. La mamma
dello studente, presentando ricorso, aveva chiesto di sospendere
la bocciatura e di accertare il diritto di suo figlio ad un
piano didattico personalizzato conforme alle caratteristiche
individuali dell’alunno.
“Le eventuali mancanze della scuola nella predisposizione ed
attuazione degli strumenti di ausilio dello studente con
particolari carenze o difficoltà di apprendimento non possono di
per sé giustificare il passaggio alla classe successiva in
presenza di un rendimento scolastico insufficiente – spiega il
Tar della Liguria nell’ordinanza – Diversamente da quanto
adombrato dalla ricorrente, è stato lo studente a non presentare
le mappe concettuali negli esami di riparazione, onde il mancato
utilizzo dello strumento compensativo non risulta imputabile
all’istituto scolastico. Anche ipotizzando che l’alunno ripeta
l’esame scritto di inglese in forma orale, ottenendo un
risultato positivo, rimane comunque la grave insufficienza nella
prova scritta di matematica, materia per la quale non è
prevista una sostituzione o un completamento con l’orale.
Peraltro il ragazzo non ha partecipato all’apposito corso di
recupero di matematica organizzato dalla scuola nel mese di
marzo, non presentandosi ad alcuna delle quattro lezioni
programmate”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA