Sulle Borse europee non si
esaurisce l’effetto Schnabel. Dopo che la componente del
comitato esecutivo della Bce, considerata non esattamente una
‘colomba’, ha detto che è improbabile un nuovo aumento dei
tassi, ora il mercato scommette sul ‘timing’ dei tagli da parte
di Fed e Francoforte. Un cambio che segnerebbe l’inversione di
rotta della politica delle banche centrali.
L’indice d’area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, guadagna
un quarto di punto con tech e finanziari che orientano gli
acquisti. Milano che consolida i 30mila punti ed è sui massimi
da 15 anni, conferma il miglior guizzo (Ftse Mib +0,39%) con Mps
(+2,4%) ancora una volta allo sprint. Caute Parigi (+0,06%) e
Francoforte (+0,1%), mentre in Germania ottobre ha certificato
un nuovo calo degli ordini nel settore manifatturiero. Londra
segna un +0,3%. Restano positivi I future su Wall Street con
l’attesa, dal punto di vista macro, dei dati sull’occupazione
Adp in programma nel primo pomeriggio.
Abbastanza piatto lo spread tra Btp e Bund, poco sotto i 174
punti così come il rendimento del decennale italiano sempre a
ridosso del 4% (3,98%).
In ordine sparso le commodity con il petrolio debole (wti
-0,17% a 72 dollari, brent -0,04% sopra 77 dollari) mentre il
gas oscilla sui 39 euro e sale del 2,4%.
Quanto ai cambi l’euro è in flessione sul dollaro con cui
scambia a 1,0792.
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