Viceversa, in lettura, le ragazze hanno ottenuto un punteggio superiore ai ragazzi di 19 punti. Riserva più di una brutta sorpresa l’ultima indagine Ocse Pisa resa nota oggi: l’altra pessima notizia è che crolla in modo verticale la preparazione degli studenti in tutto il mondo. Il rendimento medio nei Paesi Ocse è sceso di 16 punti in matematica e di 11 punti in lettura; ciò equivale all’incirca a mezzo anno scolastico in lettura e a tre quarti di anno scolastico in matematica, anche se i Paesi asiatici – Singapore, Cina, Giappone, Corea e nel continente europeo Estonia e Svizzera – continuano ad avere grandi performance.
Unica nota positiva, il rendimento medio in scienze non ha subito variazioni significative. La motivazione di questo tragico peggioramento potrebbe non essere solo il Covid: l’analisi dei trend prima del 2018 rivela infatti che i risultati in lettura e scienze hanno iniziato a diminuire ben prima della pandemia; ciò indica che sono in gioco anche problemi di più lungo periodo. Hanno partecipato all’indagine a livello mondiale 690.000 studenti, che rappresentano circa 29 milioni di quindicenni nelle scuole di 81 paesi, tra cui 37 Paesi Ocse.
In Italia hanno partecipato 345 scuole, 10.552 studenti e circa 9.000 genitori. Dato il generale peggioramento, l’Italia non si classifica male, anzi: gli studenti quindicenni italiani, in matematica, per la prima volta, hanno un rendimento in linea con i paesi dell’area Ocse: hanno ottenuto infatti 471 punti – anche se significativamente minore rispetto alla rilevazione del 2012 che era di 485 punti – contro la media Ocse di 472; in lettura, invece, i nostri studenti hanno ottenuto un punteggio superiore alla media Ocse (482 gli studenti italiani contro 476) mentre in scienze, viceversa, il punteggio è risultato inferiore alla media Ocse (477 gli italiani contro 485 media Ocse).
Il punteggio medio italiano in matematica è risultato simile a quello di altri paesi come, ad esempio, Germania (475), Francia (474), Spagna (473), Ungheria (473), Portogallo (472). Per lettura, gli studenti italiani hanno registrato un rendimento simile a Germania (480), Francia (474), Portogallo (477), Austria (480), ma anche a paesi nordici come Svezia (487) e Norvegia (477). In scienze, infine, i nostri studenti hanno conseguito un punteggio medio simile a Norvegia (478), Portogallo (484), Lituania (484), Croazia (483), Turchia (476) e Vietnam (472).
Il Nord Italia ottiene punteggi superiori al Sud in tutti e tre gli ambiti: più dell’80% degli studenti delle aree del Nord sono al Livello 2 o superiore. Nel meridione, invece, degli studenti che hanno il livello minimo di competenze o di più sono poco più del 60% in scienze, circa il 70% in lettura e solo il 55% in matematica. Si impara di più nei licei e negli istituti tecnici: Negli istituti professionali e nella formazione professionale la percentuale di chi ha il minino delle competenze va dal 36% in matematica a un massimo del 52% in lettura. Infine, laddove le scuole sono state più aperte durante il Covid, lo studio della matematica è stato meno ostico. In Italia il 39% degli studenti ha detto che la propria scuola è rimasta chiusa per tre mesi al massimo contro la media Ocse che è del 49%.
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