La Camera penale – risulta all’ANSA – ha stabilito che l’astensione riguarderà “tutte le sedi giudiziarie con l’eccezione del Tribunale di sorveglianza non volendo, neanche indirettamente, incidere sulla già critica situazione in cui versa”.
L’organismo dell’avvocatura ha ricordato che a settembre era stato proclamato lo stato di agitazione con l’adozione di iniziative volte a sensibilizzare i vertici istituzionali della magistratura ed a “denunciare pubblicamente la situazione di compromissione della fase esecutiva della condanna”. “Pur dando atto che, in virtù della posizione assunta dalla Camera penale di Perugia, i vertici locali e nazionali della magistratura si sono concretamente dedicati a cercare di risolvere una situazione diventata oramai intollerabile – si legge nella delibera con la quale è stata proclamata l’astensione -, la soluzione trovata si è concretizzata unicamente nella individuazione dei motivi che in gran parte avevano cagionato i ritardi denunciati, senza però adottare immediatamente provvedimenti atti a superare in modo strutturale ed urgente le carenze del Tribunale di sorveglianza. L’assenza di termini ragionevoli per l’emanazione di provvedimenti decisori in fase esecutiva si ripercuote necessariamente nel percorso rieducativo della pena”. “Solo una ritrovata attenzione dell’opinione pubblica e dei vertici politici del nostro Paese verso questo settore fondamentale della giustizia – sottolinea la Camera penale -può riuscire ad invertire una rotta che sembra oramai segnata. Non va infatti mai dimenticato l’illuministico pensiero secondo cui ‘il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri’ al quale si può aggiungere ‘ed il trattamento di chi è privo della libertà'”.
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