Con 1888 spettatori, l’opera forse più complessa di Giuseppe Verdi nell’allestimento con la regia di Lluis Pasqual ha portato nelle casse del teatro due milioni 582mila euro, oltre 80mila più dello scorso anno, ma anche 23mila più di Tosca, l’opera che ha inaugurato la stagione nel 2019 prima della pandemia.
In televisione l’opera, che grazie a Rai Cultura era in diretta su Rai 1, per la prima volta trasmessa in 4k, è stata seguita da 1 milione 411mila spettatori, numeri in calo rispetto al Boris Godunov dello scorso anno e ben lontani dal record di 2 milioni 850mila di Tosca. Ma Tosca è più conosciuta e Don Carlo ‘soffre’ delle sue quattro ore di lunghezza (peraltro di musica bellissima).
Accreditati all’appuntamento di Sant’Ambrogio c’erano oltre 130 giornalisti di 11 Paesi, ma molti hanno seguito lo spettacolo anche attraverso i social.
Su Tiktok (dove in una settimana la Scala ha avuto 12.160 nuovi follower) c’è stata una diretta di 1 ora e 20 minuti iniziata alle 17.55 mostrando il backstage con interviste alle maestranze e a tutti coloro che hanno contribuito allo spettacolo (dai coristi al direttore di scena, dal capo macchinista ai sarti e truccatori) che ha avuto 30.700 visualizzazioni, 28.300 spettatori distinti, picco di spettatori 1.900, 17.900 like.
Le 40 storie pubblicate su Instagram del dietro le quinte hanno contribuito a raggiungere 229.436 account con 15.954 visite al profilo, mentre i post su Facebook fatti in cross posting con Rai Cultura hanno avuto una copertura di 364.447 utenti e 10.622 interazioni.
Su X (ex-Twitter) l’hashtag #PrimaScala è stato tra i primi 5 trend in Italia. La Prima è stata raccontata con 30 tweet e ha avuto 153.530 impressions.
Il sito web del Teatro nella sola giornata di ieri ha avuto circa 65mila visite.
Don Carlo è stata anche la decima inaugurazione del 7 dicembre diretta da Riccardo Chailly, mentre è stata la prima per il basso Michele Pertusi, che alla Scala canta dal 1997 ma non era mai salito sul palco in 7 dicembre,
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